Tra gli attori doppiati nel corso della carriera Robert De Niro, Michael Douglas, Jack Nicholson, James Caan, Richard Dreyfuss, Omar Sharif e Martin Sheen
È morto l'attore e doppiatore Pino Colizzi all'età di 88 anni a Roma, la città dove era nato il 12 novembre 1937. È stato protagonista discreto ma centrale dello spettacolo italiano, interprete raffinato e voce tra le più riconoscibili del cinema doppiato: è stato il doppiatore italiano di Michael Douglas, Jack Nicholson, James Caan, Richard Dreyfuss e Omar Sharif ed era noto in particolare come la voce di Robert Powell nel 'Gesù di Nazareth' di Franco Zeffirelli, di Christopher Reeve nei primi tre episodi cinematografici di Superman, di Robert De Niro ne 'Il padrino - Parte II' e di Martin Sheen nel capolavoro di Francis Ford Coppola 'Apocalypse Now'.
Dopo il diploma all'Accademia nazionale d'arte drammatica 'Silvio d'Amico', dove ebbe come maestro Orazio Costa, Pino Colizzi debuttò in teatro nel 1960, quando Luchino Visconti gli affidò una parte in 'Uno sguardo dal ponte', accanto a Paolo Stoppa e Rina Morelli. Nello stesso anno esordì in televisione come protagonista dello sceneggiato della Rai 'Tom Jones', avviando una carriera che lo avrebbe visto dividersi con naturalezza tra teatro, cinema e piccolo schermo. Sul palcoscenico lavorò con registi come Franco Zeffirelli e Giuseppe Patroni Griffi, interpretando testi di William Shakespeare e Luigi Pirandello. Tra le interpretazioni più significative, 'Giulietta e Romeo' e 'Così è se vi pare', dove mise in mostra una recitazione misurata, intensa, mai sopra le righe. Parallelamente, il cinema gli offrì ruoli in film diretti da autori come Mauro Bolognini, che lo volle in "Metello" (1970), confermandone la solidità interpretativa.
Il 1974 segnò una tappa cruciale con il ruolo del conte Vronskij nello sceneggiato della Rai 'Anna Karenina', diretto da Sandro Bolchi. Accanto a Lea Massari, Colizzi restituì la complessità psicologica del personaggio creato da Lev Tolstoj con eleganza e profondità, guadagnando l'attenzione della critica e del pubblico. Negli anni successivi partecipò a numerose produzioni televisive di successo, tra cui 'La piovra', consolidando una presenza costante nella fiction italiana.
Ma è nel doppiaggio che Colizzi costruì una vera e propria seconda carriera, parallela e altrettanto prestigiosa. La sua voce, calda e autorevole, divenne familiare agli spettatori italiani. Seppe modulare accenti e sfumature per aderire ai volti e alle personalità più diverse: dall'ironia sofisticata di Michael Douglas all'intensità inquieta di Jack Nicholson, dalla fisicità di James Caan al romanticismo di Omar Sharif.
Il sodalizio artistico con Zeffirelli raggiunse uno dei suoi vertici in 'Gesù di Nazareth': oltre a interpretare il buon ladrone, Colizzi doppiò il Cristo di Robert Powell, contribuendo in modo determinante al tono solenne e spirituale della miniserie. Nel 1973 aveva anche dato voce a Robin Hood nel classico animato Disney, entrando nell'immaginario di generazioni di spettatori più giovani.
Come direttore del doppiaggio firmò opere di grande rilievo internazionale: da 'Pulp Fiction' a 'Il paziente inglese', fino alla trilogia di Matrix e ai film di James Bond con Pierce Brosnan. Un lavoro svolto con meticolosità artigianale e profonda conoscenza della lingua, volto a preservare ritmo, intenzioni e musicalità delle versioni originali. Negli anni Novanta tornò al cinema con Zeffirelli in "Un tè con Mussolini" e continuò a lavorare in televisione, tra cui la serie 'Il bello delle donne'. Nel 2010 decise di ritirarsi progressivamente dal doppiaggio, pur restando attivo come attore fino al 2015, con l'ultima apparizione in 'Alaska' di Claudio Cupellini.
Colizzi è stato sposato con l'attrice e doppiatrice Manuela Andrei, con cui ha avuto due figli: Carlo e Chiara, quest'ultima doppiatrice. (di Paolo Martini)