Noah Wyle: "Il Pronto soccorso di 'The Pitt' tra fentanyl, Ia e diritti trans"

La seconda stagione della serie pluripremiata debutta oggi sulla nuova piattaforma HBO Max Italia

Noah Wyle:
13 gennaio 2026 | 17.24
LETTURA: 3 minuti

Si ritorna nel Pronto soccorso del Pittsburgh Trauma Medical Center con il dottor Michael "Robby" Robinavitch: arriva oggi su HBO Max - il nuovo servizio streaming globale di Warner Bros. Discovery, ora disponibile in Italia - la seconda stagione di 'The Pitt' (la prima, disponibile anche su Sky e Now, è fresca di vittoria di cinque Emmy Award e di due Golden Globe ). Come racconta il protagonista Noah Wyle - interprete di "Robby" e indimenticabile dottor Carter di 'E.R. - Medici in prima linea - una delle prime attività del cast è stata "prendere una grande lavagna e scrivere tutto ciò che non era mai stato affrontato in 'E.R.' e che oggi poteva trovare spazio nella narrazione: dal fentanyl ai diritti delle persone trans, dalla violenza delle armi alla carenza di infermieri e alla crisi abitativa". Così come "il Covid, che ha avuto un impatto enorme e volevamo affrontarlo", dice l'attore, qui anche produttore esecutivo. Ma anche "la disinformazione medica", aggiunge lo showrunner R. Scott Gemmill.

Tra le nuove tematiche, emerge anche l’uso dell’intelligenza artificiale in ambito medico. "Parliamo di come possa liberare le mani dei medici dalla compilazione delle cartelle, permettendo ai medici di guardare il paziente negli occhi", continua Wyle. "Il timore è quello comune: aumenterà l’efficienza o servirà solo a sostituire le persone?". Gli esperti consultati dal cast hanno mostrato le potenzialità straordinarie dell'IA, dalla diagnosi precoce di malattie complesse alla dettatura automatizzata delle cartelle cliniche. "Non è totalmente accurato come lo rappresentiamo, ma si sta avvicinando sempre di più", osserva Wyle.

Un altro tratto distintivo della serie resta l’attenzione alla credibilità medica. "Una delle cose che già ai tempi di 'E.R.' ci dava grande soddisfazione era sapere che tutto ciò che dicevamo in televisione era credibile: se affermavamo che qualcosa era un fatto medico, lo spettatore poteva portarlo dal proprio medico e verificarlo", spiega Wyle, che riflette: "Negli anni, invece, molte serie mediche hanno iniziato a prendersi parecchie libertà, e anche la cultura è cambiata molto. Quel rapporto tra paziente e medico, che un tempo era quasi sacro, oggi ha molti ostacoli in mezzo, come disinformazione, cinismo e sfiducia che rendono più difficile il dialogo con il proprio curante". Inoltre, "cerchiamo di trasmettere l'importanza di non prendere farmaci da nessuno che non sia il tuo medico", ma anche "far sapere a tutti cosa sta succedendo con il fentanyl là fuori".

La produzione della serie mantiene un’esperienza immersiva e intensa anche sul piano fisico ed emotivo. "Il corpo non distingue davvero tra un'azione reale e una simbolica: alla fine della stagione, per tutti noi coinvolti, è necessario un lungo lavoro di decompressione, di 'ripulitura', di rilascio e di disinnesco emotivo", racconta Wyle. "Ma, in fondo, questo è l’aspetto un po’ masochistico del nostro lavoro". La collega Katherine LaNasa, interprete della caposala Dana Evans, descrive le riprese come "una montagna russa emotiva, a volte giriamo una scena e scoppiamo a piangere subito dopo".

Anche il rapporto con il pubblico ha giocato un ruolo fondamentale nella crescita della serie. "È sembrato che la comunità medica l'abbia accolta per prima, e con grande entusiasmo. Quel riconoscimento ha dato anche ad altri la fiducia necessaria per iniziare a guardarla, con la sensazione che non sarebbe stato tempo sprecato. Da lì, poi, il passaparola ha cominciato a fare il resto", ricorda Wyle.

'The Pitt' si distingue per la sua produzione immersiva e attenta al dettaglio: gran parte della serie si svolge all’interno del pronto soccorso, con rare eccezioni come l’elisuperficie o le scene che seguono i personaggi a casa. Le riprese a Pittsburgh, presso l’Allegheny General Hospital, hanno permesso al cast di creare un legame speciale sul set e di fare da ambasciatori della città.

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