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Arrivano le ecobarche da regata: in lino e resina riciclabile

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Arrivano le ecobarche da regata: in lino e resina riciclabile

Il primo prototipo è quasi pronto e scenderà in acqua a luglio: una barca in materiali in parte organici e in parte di sintesi ma riciclabili, per evitare il problema eterno delle barche in vetroresina, l'impossibilità di riciclaggio a fine vita. L'idea è di una start up di giovanissimi velisti italiani con base a Monfalcone, che hanno scelto un materiale antichissimo ma estremamente resistente come il lino a posto del tessuto di vetro, e una resina termoplastica che può essere riscomposta in polimeri per ottenere una "materia prima seconda", nuovamente utilizzabile per altri manufatti.


A essere varato a luglio sarà la più piccole delle barche olimpiche da regata, il classicissimo Optimist -ma parzialmente rivisto nelle sue linee, anche se all'interno dei limiti di stazza codificati-, per l'occasione ribattezzato EcoPrimus. Il costo non è ancora indicato ma dovrebbe essere lievemente superiore (circa il 20%, prudenzialmente) a quello delle barche in vetroresina.

"E' pronto al 90%, faremo i primi test in mare il prossimo luglio -dice all'Adnkronos il capo del progetto, Fabio Bignolini, il più anziano del gruppo che anima la start up Northern Light Composites con i suoi 32 anni-. Il lino è francese, grammatura 180 grammi unidirezionale, mentre i normali tessuti i vetro sono tra i 250 e i 300 grammi: ha caratteristiche migliori di resistenza e maggior tenuta a trazioni rispetto alla vetroresina, adesso dovremo testare la resistenza agli impatti", La piccola EcoPrimus sarà solo il primo dei tre modelli che l'azienda monfalconese ha in programma: dopo l'estate partirà la produzione di un 7,50 metri da regata, l'Ecoracer769, e dalla metà del 2021 quella di una barca da crociera di 9,50 metri.

Il team progettuale di Nlcomposites è composto da Matteo Polli che si occupa delle linee d’acqua, mentre Matteo Sconocchia e Alessandro Pera sono addetti alla ingegnerizzazione delle strutture, Gianluca Salateo è il responsabile del piano di coperta e Roberto Baraccani segue con la sua esperienza le fasi di produzione. Oltre alla scelta di materiali di costruzione ecosostenibili, uno degli obiettivi della startup monfalconese è quello di evitare tutte le lavorazioni che impattano sulla salute dei costruttori: si è scelto pertanto di realizzare il composito in infusione a vuoto e di evitare tutte le attività di verniciatura, utilizzando delle pellicole per il rivestimento esterno.



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