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Storie di donne e fecondazione nella Bibbia, in un libro 'L'eredità di Eva'

11 giugno 2014 | 18.40
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(Adnkronos Salute) - La Bibbia rappresenta ancora oggi una miniera di stimolanti spunti per scrittori, filosofi e anche scienziati. Persino per argomenti quantomai moderni, come la fecondazione assistita. Fra immacolata concezione, concubine che si prestano a partorire figli che saranno poi cresciuti dai signori, fino a interventi divini per ristabilire la fertilità, persino se la madre ha ben 90 anni, le Sacre Scritture fanno da teatro a un'infinità di storie, rilette in chiave laica dal celebre oncologo Umberto Veronesi con lo scrittore e giornalista del Corriere della Sera Mario Pappagallo, autori di 'L'eredità di Eva' (Sperling&Kupfer).

Proprio in questi giorni, in cui la legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita è tornata al centro del dibattito pubblico, con la Consulta che ha reso note le motivazioni per cui ha reintrodotto la possibilità di ricorrere alla fecondazione eterologa in Italia, le Sacre Scritture ci dimostrano quanto siano attuali: "Leggendo l'Antico e il Nuovo Testamento - dice Pappagallo all'Adnkronos Salute - si scopre che, soprattutto per le donne importanti dell'epoca, lo 'star system' per così dire, la paura più grande era quella dell'estinzione, di conseguenze la sterilità era qualcosa da temere. E sono almeno una decina gli esempi di donne che pur di avere figli vengono 'medicalmente assistite'".

"Nella Bibbia sono rappresentati tutti i casi di 'intervento' - prosegue l'autore - c'è l'eterologa, che sia l'angelo o meno a farsi terzo 'attore' nella coppia, c'è l'utero in affitto della concubina che presta il suo corpo per dare alla luce un bimbo che sarà poi adottato, c'è la 'mamma-nonna' di 90 anni, Sara, moglie di Abramo. E c'è anche un esempio di parto gemellare tipico della fecondazione artificiale. Tutto è rappresentato. E questo 'star system' è solo la punta dell'iceberg, dunque siamo portati a pensare che questo fenomeno non fosse così raro".

Anche la ricerca nella Bibbia dei primordiali concetti legati alla scienza e alla medicina caratterizza il volume di Veronesi e Pappagallo. L'idea di base è affascinante: "Eva - scrivono - ha disobbedito all'ordine divino e così facendo ha instaurato un principio, che è un fondamento per la scienza: la trasgressione. Non c'è innovazione, e dunque progresso, senza superamento delle regole che mantengono lo status quo, e dunque il vero innovatore è anche un trasgressore, è qualcuno che mette in dubbio le verità acquisite e pensa da anticonformista".

"Anche se molti credenti o anche non credenti oggi leggono la Bibbia - dice Pappagallo, consigliando la lettura anche ai giovani - noi abbiamo cercato di riportarne dei frammenti e soprattutto di contestualizzarli. Abbiamo concentrato le figure femminili per una lettura tematica che mette in risalto soprattutto le incongruenze del testo sacro: stiamo parlando di un libro che è storia dell'umanità, con un inizio prettamente maschilista, con grande risalto alla violenza, che quando perpetrata dagli uomini non viene mai punita. Ma i giovani sicuramente potranno capirlo: Eva viene rappresentata come l'origine del peccato, mentre invece a nostro avviso è l'origine della scienza, che trasgredisce e coglie il frutto dell'albero della conoscenza. Anche i giovani tendono a essere trasgressivi e, pur rispettando i valori, verrebbe da dire 'siatelo', proprio in funzione di ciò che ci insegna la Bibbia".

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