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Strage di italiani a Dacca, il commando era bengalese

03 luglio 2016 | 12.46
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(Afp) - AFP

Il commando terrorista autore della strage di Dacca (FOTO), nella quale sono morti nella notte tra venerdì e sabato 20 civili, tra i quali 9 italiani, era composto da estremisti di nazionalità bengalese che non avevano alcun legame con lo Stato Islamico. Lo ha riferito Shahidul Hoque, l'ispettore generale della polizia, parlando con i cronisti. Cinque dei sei estremisti uccisi, ha detto, erano ricercati da tempo. "Erano ricercati dalla polizia ci sono stati numerosi tentativi di arresto. Sono tutti estremisti bengalesi", ha riferito Hoque secondo quanto riporta l'agenzia di stato Sangbad Sangstha.

Le autorità del Bangladesh hanno aperto formalmente un'indagine sulla strage. Esperti del Criminal Investigation Department (Cid) e della National Security Agency si sono recati stamattina al caffè-ristorante alla ricerca di "prove che ci facciano scoprire di più sugli assalitori", ha detto ai cronisti fuori dal locale l'ufficiale del Cid Abul Hasan.

La premier del Bangladesh Sheikh Hasina è tornata a promettere il pugno duro contro il terrorismo e i suoi finanziatori e fiancheggiatori. "Dobbiamo individuare le radici di chi ha fornito armi ed esplosivi ai terroristi che hanno commesso questo atto barbarico", ha detto la premier in un colloquio stamattina con il vice ministro degli Esteri giapponese, Seiji Kihara.

Le autorità del Bangladesh hanno organizzato per domani una cerimonia pubblica per rendere omaggio alle vittime. Alla cerimonia nello Stadio dell'Esercito nel quartiere Banani, parteciperà la premier, che deporrà delle corone di fiori sui feretri delle vittime. Secondo quanto riportato dal Daily Star, i feretri saranno esposti dalle 10 alle 12 per consentire "alla popolazione di ogni strato sociale di rendere loro omaggio". Oggi, la prima delle due giornate di lutto nazionale proclamate dal governo, su tutti gli edifici pubblici la bandiera del Bangladesh è stata issata a mezz'asta a fianco di vessilli neri.

Intanto, è atterrato stamattina a Dacca l'aereo della Presidenza del Consiglio con a bordo personale della Unità di crisi della Farnesina e della Presidenza del Consiglio. Compito dei funzionari inviati da Roma sarà quello di stabilire le modalità per il rientro delle salme dei 9 cittadini italiani rimasti uccisi nella strage dell'Holey Artisan Bakery.

Giuseppe Esposito, vicepresidente del Copasir, risponde così, interpellato dall'Adnkronos sulla strategia del governo italiano nella lotta al terrorismo islamico dopo l'attentato di Dacca: "Nelle aree di crisi noi dobbiamo essere presenti e avere i nostri analisti. Già da qualche hanno i nostri servizi e apparati di sicurezza stanno facendo con altri Paesi accordi bilaterali e di affiancamento nelle indagini".

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel saluto alla comunità italiana in Messico, è tornato a ricordare le vittime: "Erano nostri concittadini che stavano operando in quel Paese contribuendo alla sua crescita. Hanno impersonato il contrasto tra la pacifica convivenza, l'impegnarsi con gli altri, e l'ottusità dell'oscurantismo, della violenza e del terrorismo".

Dopo la recita dell'Angelus anche Papa Francesco ha espresso nuovamente vicinanza alle famiglie delle vittime e dei feriti. "Preghiamo insieme per loro, per i defunti, e chiediamo insieme - ha detto - che il Signore converta il cuore dei violenti accecati dall'odio".

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