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Superlega, Ceferin ancora contro Agnelli: "Bugiardo"

22 aprile 2021 | 12.13
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Il presidente della Uefa: "Se i club" ribelli "vorranno giocare ancora nelle nostre competizioni, dovranno avvicinarsi a noi"

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- (Fotogramma)

"Troppo ingenuo davanti alle promesse di Agnelli? Potrei essere stato ingenuo, ma dico sempre che è meglio essere ingenuo che bugiardo. Sono solo ingenuo". Aleksander Ceferin, presidente della Uefa, torna ad attaccare Andrea Agnelli dopo la bufera Superlega. Dodici club hanno annunciato domenica la nascita di un nuovo torneo. Nel giro di 2 giorni, l'iniziativa è naufragata. "Quando l’ho sentito? Sabato ho ricevuto chiamate da 5 dei 12 club, mi hanno detto che avrebbero firmato. Allora ho chiamato Agnelli e mi ha detto che non era vero, che erano stronzate, che era tutto inventato. Gli ho detto che se era così avremmo potuto uscire con una dichiarazione pubblica. Mi ha detto: ‘Perfetto, prepara una bozza’. Quando l’ha vista ha detto che non gli piaceva molto la bozza, che l’avrebbe cambiata un po' e mi avrebbe richiamato. Ma non ha più chiamato e ha spento il telefono", aggiunge Ceferin al programma sloveno 24ur.

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"Secondo me, non c'è mai stata una Super League. Era un tentativo di creare una fantomatica lega di ricchi che non seguisse alcun sistema, non avrebbe tenuto conto della piramide del calcio in Europa, di tradizione, cultura, storia. Perché il progetto è naufragato? È stata una combinazione di fattori diversi. Ci siamo fortemente opposti alla creazione di questo campionato. Si sono presentati con un comunicato stampa di notte, in mattinata abbiamo risposto e poi ho tenuto una conferenza stampa in cui ho raccontato tutti i retroscena il più apertamente possibile, dopodiché è arrivata una risposta dall'ufficio del Primo Ministro britannico Johnson. Il presidente Macron si è fatto avanti molto rapidamente. Ma soprattutto, ovviamente, hanno aiutato i tifosi, che hanno inscenato una vera rivoluzione e non si sono lasciati disprezzare, ignorare e pensare di poter essere comprati", dice Ceferin.

"In un certo senso sono rimasto deluso da tutti, ma devo dire che forse il Barcellona è l'ultimo di questi. Laporta è stato eletto pochissimo tempo fa e gli ho parlato due o tre volte. Era sotto forte pressione a causa della situazione finanziaria in cui versa e che ha ereditato. I club hanno perdite, ma anche perché sono mal gestiti. Se paghi più del dovuto giocatori, giocatori inappropriati, e quindi non ottieni un risultato, equivale una sconfitta. Il Bayern Monaco non ha perdite e ha vinto la Champions League", prosegue.

Ora come si riparte? "Parleremo di calcio, ma nelle riunioni deciderò chi far sedere vicino a me. Così posso mettere qualcuno un po’ più lontano. Se questi club vorranno giocare ancora nelle nostre competizioni, dovranno avvicinarsi a noi e dovremo valutare cosa è successo, ma non voglio entrare nei dettagli, poiché stiamo ancora parlando con il nostro team legale”. I club inglesi probabilmente avranno un trattamento più soft: "Hanno preso un’ottima decisione" uscendo per primi dalla Superlega "e ne terremo conto, hanno ammesso il loro errore e hanno capito di aver sbagliato. Tutti commettiamo degli errori".

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