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Terrorismo: difensore Tornaghi, 'triste che Italia non riesca ancora a chiudere ferite'

30 aprile 2021 | 17.05
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"E' triste che l'Italia non sia ancora riuscita a rimarginare le sue ferite". Ad affermarlo all'Adnkronos è Antoine Comte, l'avvocato di Sergio Tornaghi, 63 anni, ex militante delle Brigate Rosse, commentando la vicenda degli ex terroristi italiani degli anni di Piombo per cui è stata richiesta l'estradizione dalla Francia.

"Quello che mi rammarica - sottolinea il legale francese - è che l'Italia non sia ancora riuscita a guardare in faccia alla storia di quel periodo. Ci sono stati drammi importanti anche in Francia, come per esempio la Comune di Parigi che nel 1871 fece migliaia di morti. Nonostante questo dieci anni dopo questi eventi la Camera dei Deputati francese decise un'amnistia. Quello che trovo straziante è che per questa vicenda così vecchia e per la quale sicuramente sono stati in tanti a partecipare ad azioni violente in un modo o nell'altro non ci sia stata la possibilità, come aveva auspicato Victor Hugo per la Comune, la possibilità di 'rimarginare le ferite'. E' triste che un paese così civilizzato come l'Italia non sia riuscito a farlo".

D'altra parte, aggiunge Comte, "sono scioccato che l'attuale presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron non rispetti la parola data dallo Stato francese. Una parola che è stata rispettata da tutti i presidenti: da François Mitterrand, passando da Jacques Chirac e da Nicolas Sarkozy fino a François Hollande. Non penso che sia una buona cosa rinnegare la propria parola anche dal punto di vista internazionale, anche se capisco la difficile storia italiana. Capisco il dolore: ci sono state anche numerose vittime di attentati in Francia. Quello che mi dà fastidio è che questa storia per l'Italia non finisca mai e che dopo quarant'anni non si sia ancora definitivamente chiusa. Penso che l'Italia debba prendere il toro per le corna e che debba finalmente confrontarsi con la propria storia: in Francia non è stato facile ma è successo per la guerra di Algeria, per il Ruanda".

'2 domande di estradizioni l'ex Br sono state respinte per questioni giuridiche'

Sergio Tornaghi, rileva l'avvocato francese, "è arrivato in Francia nel 1984-85. Ha costruito una famiglia, ha avuto due figli. Il suo permesso di soggiorno è stato rinnovato la prima volta per dieci anni e poi ha avuto un permesso di soggiorno permanente. Nel 1986 la prima domanda di estradizione per Tornaghi è stata respinta dalla Corte di Appello di Parigi e non è stata respinta dal governo francese. Nel 1998 la seconda domanda di estradizione, sempre per gli stessi fatti, è stata respinta dalla Corte di Bordeaux. Non è mai stato lo Stato francese ad aver respinto la domanda di estradizione, non sono mai stati i governi francesi ad aver rifiutato di firmare i decreti. Le domande di estradizioni sono state respinte dalla giustizia per delle questioni giuridiche e su una base giuridica tra le quali il fatto che Tornaghi era stato processo in contumacia e che non sarebbe stato processato nuovamente come prevede il diritto francese".

"Ora arriva questa terza domanda di estradizione per Tornaghi. Sembra una vendetta interminabile", sottolinea Comte che preannuncia una lunga procedura giudiziaria: "Sarà molto lunga. Ci sono una massa enorme di documenti da tradurre e mi aspetto lunghe udienze".

E Comte torna a dispiacersi per il fatto che l'Italia non chiuda questo doloroso capitolo. "Mi piacerebbe che un paese civilizzato come l'Italia trovasse il modo di guardare la sua storia in faccia. Capisco comunque che si tratta di una storia e di un dibattito doloroso per molte persone. Negli anni '80 sono andato a sostenere una causa a Padova: c'erano 300 persone indagate. Tutta una generazione di giovani a quei tempi era entrata in dissidenza".

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