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Turchia: Erdogan inaugura 'Casa Bianca', critici ecologisti e oppositori

29 ottobre 2014 | 15.20
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Recep Tayyip Erdogan, presidente della Repubblica di Turchia da due mesi, non risiederà più al palazzo presidenziale della Cankaya, come i suoi predecessori, ma in una nuova 'Casa Bianca' che si è fatto costruire nella periferia di Ankara, scatenando una valanga di polemiche da parte di oppositori e ambientalisti. Questa mattina, in occasione della Festa della Repubblica, Erdogan ha aperto per la prima volta le porte del nuovo palazzo, che si trova nel quartiere Bestepe (Cinque Colli) ed chiamato 'Ak Saray', il 'Palazzo Bianco'.

Il complesso, per la cui realizzazione sono stati spesi 350 milioni di dollari, occupa un'area di 200.000 metri quadri, ha mille camere, una stanza di forma ovale come quella di Barack Obama e un'architettura che reinterpreta in chiave moderna lo stile della dinastia selgiuchide, al potere dall'undicesimo al quattordicesimo secolo. L'edificio degno di un sultano avrebbe dovuto ospitare questa sera una grande cerimonia con oltre 2.500 coppie invitate, ma poi Erdogan ha deciso di cancellarlo a causa del disastro in una miniera di Karaman, dove 18 minatori sono ancora intrappolati sotto le macerie.

La Cankaya è stata la sede di tutti i presidenti turchi da Mutafa Kemal Ataturk in poi ed è uno dei simboli della Turchia moderna e laica. Per questo la decisione di sostituirla, che Erdogan coltivava fin da quando era premier, è vista dall'opposizione come una nuova mossa del 'sultano' Erdogan per imporre sul paese il suo potere assoluto e archiviare la storia laica dello stato.

Oltre alla nuova sede anche un un Air Force One che fa invidia a quello di Obama

Critiche sono piovute su Erdogan anche per il costo enorme dell'edificio. "Quante altre cose si sarebbero potute fare con quei soldi?", si è chiesto Umut Oran, deputato del partito laico e kemalista Chp, citato dall'agenzia Dogan. Con sarcasmo, Oran ha affermato che il denaro speso per il 'Palazzo Bianco' sarebbe bastato per spedire tre astronavi su Marte. Altre critiche sono legate al nome del palazzo, Ak Saray, che ricorda la sigla del partito di Erdogan, l'islamico Akp.

Infine non sono mancate le critiche degli ambientalisti, secondo i quali per la costruzione del palazzo sono state abbattute migliaia di alberi in quella che era una delle aree verdi meglio preservate della regione. Erano anni che il capo dello stato lavorava al progetto del nuovo palazzo. Non a caso, era stato inizialmente progettato per ospitare l'ufficio del primo ministro, carica ricoperta da Erdogan per 12 anni. Ora sarà invece il nuovo premier, Ahmet Davutoglu, a trasferirsi alla Cankaya.

Non è la prima volta che Erdogan viene accusato di megalomania da quando si è insediato alla presidenza. Ad agosto aveva scalpore la consegna, poche ore dopo l'insediamento, di un nuovo aereo presidenziale, un gioiello dell'aeronautica ordinato dal governo guidato proprio da Erdogan due anni e mezzo fa. L'Airubs A330-200 Prestige a 90 posti, che fa invidia all'Air Force One di Barack Obama, ha spinto più di quale malelingua a insinuare che Erdogan lo avesse ordinato per sé, prevedendo che avrebbe presto occupato la poltrona più in alto nella piramide istituzionale turca.

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