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Ucraina, Martina: "servono 9 mld per cibo in Africa", la richiesta della Fao al summit 8 giugno

06 giugno 2022 | 18.04
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Al summit virtuale “Dialogo ministeriale Mediterraneo sulla sicurezza alimentare”, promosso dalla Farnesina, la Fao chiederà alla comunità internazionale di sostenere i paesi africani più vulnerabili per importare materie prime agricole, come grano, mais e anche fertilizzanti. Tra gli obiettivi anche l'efficientamento dell'uso dei fertilizzanti dove scarseggiano. Il vertice sarà occasione per aggiornarsi reciprocamente sulla reale situazione della sicurezza alimentare.

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Maurizio Martina (Fotogramma)

Grande attesa per il “Dialogo ministeriale Mediterraneo sulla sicurezza alimentare”, il vertice in programma mercoledì prossimo, l'8 giugno, che vedrà a confronto 23 paesi dell'Area Mediterranea (sponda europea e sponda africana) e 7 organizzazioni internazionali sul tema della sicurezza alimentare. "Innanzitutto noi della Fao ci rivolgiamo alla comunità internazionale per chiedere che si sostengano con finanziamenti straordinari i Paesi in Via di Sviluppo del contesto africano. Per questo motivo presenteremo al Dialogo uno strumento che si chiama Food Import Financing Facility che ha l'obiettivo di mobilitare risorse internazionali per 9 miliardi di euro proprio per sostenere il costo del cibo nei paesi più vulnerabili". A sottolinearlo è Maurizio Martina, vicedirettore generale aggiunto della Fao, già ministro dell'Agricoltura, parlando con l'Adnkronos.

"E' molto importante che mercoledì si tenga questo appuntamento voluto dalla Farnesina a cui ha lavorato direttamente il ministro Di Maio insieme alla viceministra Sereni con la nostra collaborazione tecnica" sostiene. Subito dopo il 24 febbraio infatti, spiega Martina, "ci siamo domandati come l'Italia potesse anticipare gli scenari difficili sul tema della sicurezza alimentari anche per gli effetti del conflitto in Ucraina. C'è un'ottima risposta perché tutti colgono l'urgenza della iniziativa comune. - riferisce - Questa iniziativa è la naturale prosecuzione del lavoro svolto l'anno scorso quando l'Italia era presidente del G20 sui temi della Food Security". E' un primo summit virtuale a cui la Fao interverrà con il direttore generale Qu Dongyu insieme ai ministri degli Esteri o dell'Agricoltura dei rispettivi Paesi.

'Due fasi emergenza: oggi legata a prezzi e domani a carenza'

Un altro fronte del vertice di mercoledì riguarderà la problematica altrettanto urgente dell'efficientamento dell'uso dei fertilizzanti, perché "oltre a sbloccarne il flusso commerciale da Russia e Biellorussia è fondamentale ottimizzarne l'uso, attraverso l'uso di dati e di mappe digitali dei suoli per consumare meno e consumare meglio: metteremo a disposizione un lavoro svolto in quei paesi per calibrare l'uso di questo bene che è scarso" spiega ancora Martina.

A partecipare al summit saranno 6 organismi internazionali oltre alla Fao, Unione del Mediterraneo, Ifad, Wfp, Commisione Ue, Unione Africana la World Bank. Altro obiettivo sarà "aggiornarsi reciprocamente sulla reale situazione della sicurezza alimentare nei contesti più vulnerabili dell'area mediterranea e dall'altra, dunque, delineare azioni comuni per far fronte ai rischi della sicurezza alimentare nei prossimi mesi. In particolare, a partire dai paesi in via di sviluppo dell'area africana, sappiamo che ce ne sono tanti che stanno soffrendo un'inflazione alimentare pesante, un cambiamento climatico radicale e quindi problemi di accesso ad alcuni beni alimentari primari soprattutto grano, mais, semi di girasole e i fertilizzanti. Ci sono due fasi di emergenza da gestire, quella di oggi legata ai prezzi e la fase di domani che rischia di essere legata alla carenza di cibo".

Intanto, avverte Martina, "dopo 100 giorni di guerra mancano 3 milioni di tonnellate di grano e 12 milioni di tonnellate di mais che dovrebbero uscire dall'Ucraina e che ci attendiamo che escano, oltre alle circa 20 milioni di tonnellate bloccate di mais e grano nei porti del Mar Nero che rischiano di marcire". "L'augurio è che si sblocchino tutte quei quantitativi secondo un accordo tra le parti e non attraverso iniziative unilaterali, - aggiunge Martina - ci sta lavorando molto anche l'Onu, noi cerchiamo di assistere tutte le azioni che possano andare nel segno di un accordo per sbloccare questa situazione".

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