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Unrae, bene incentivi triennali ma pesa 'price cap' e limite 180 giorni immatricolazioni

09 aprile 2022 | 15.35
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Michele Crisci, presidente Unrae

"Dopo un’attesa estenuante, è stato finalmente adottato il DPCM attuativo del DL Energia, contenente gli incentivi che rappresentano un supporto comunque fondamentale a sostegno della transizione ecologica, in un momento congiunturale così difficile", misure che "l’intero settore, le imprese e i consumatori attendevano già da fine anno, con la Legge di Bilancio". Lo ricorda l'Unrae, l'associazione delle case estere, che segnala come "il mercato è stato la vittima principale di questo iter sfibrante, andando decisamente a picco: 109.000 vetture immatricolate in meno rispetto allo stesso periodo del 2021, che già era di quasi 90.000 unità sotto il livello pre-Covid". Peraltro si ricorda, "per l’effettiva entrata in vigore del Decreto potrebbero volerci ancora alcune settimane, diventando pienamente operativo a maggio: con un ritardo del genere si rischia ormai di non apportare alcun risultato effettivo sulle vendite per l’anno in corso".

Ritardi a parte, Unrae giudica "comunque positivo che il Governo abbia dato agli incentivi un orizzonte triennale per supportare la domanda di mercato, incentivi indispensabili a fronte di una trasformazione epocale e di lungo periodo" e accoglie "con favore l’introduzione di un sostegno all’acquisto dei veicoli commerciali leggeri a zero emissioni, benché con un limitante obbligo di rottamazione".

Restano, si segnala dall'associazione, alcuni punti critici a iniziare "dall’esclusione delle persone giuridiche dagli incentivi con la sola eccezione del car sharing: in pratica, tutto il noleggio - incluso quello a privati - e tutti i veicoli aziendali". Questo è definito "un grave errore strategico, che avrà inevitabili conseguenze negative, rallentando il processo della transizione energetica. Vengono, infatti, penalizzati proprio i canali che negli ultimi anni hanno garantito maggiormente l’acquisto di veicoli a zero e a basse emissioni e un più celere ricambio del parco circolante".

Il taglio ai tetti di listino 'scelta opinabile che distorce la concorrenza'

L'associazione lamenta anche "che il Governo abbia chiesto all’UE - per i veicoli aziendali in uso promiscuo - l’ennesima proroga per il regime transitorio che da decenni ci rende l’unico Paese in Europa a non riconoscerne la detraibilità dell’IVA al 100%".

Altro punto critico "la drastica riduzione - da 50.000 a 35.000 euro - dei tetti ai prezzi di listino per la fascia 0-20 g/Km di CO2 rispetto al sistema incentivante 2019-2021", un 'price cap' definito "scelta opinabile e non omogenea rispetto alle altre fasce di emissione" e che all'associazione appare come una misura destinata solo a "orientare la domanda sull’acquisto di alcuni brand specifici con un’inevitabile distorsione della concorrenza". "Vengono infatti penalizzati molti player del mercato, in particolare quelli esteri, e viene ridotta la possibilità di scelta da parte dei consumatori" si segnala.

Infine, "stigmatizziamo - scrive l'Unrae - la scelta di non prolungare da 180 a 360 giorni i termini che intercorrono dalla prenotazione del bonus all’effettiva immatricolazione del veicolo, in considerazione della crisi dei semiconduttori e dei ritardi nella produzione causati anche dal conflitto bellico in Ucraina": di qui l'auspicio "che ogni anno il Governo intenda rivedere lo schema incentivante adottato, così da traghettare con pragmatismo ed equità il nostro Paese verso la nuova mobilità a zero emissioni".

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