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Usa, bianchi sotto il 60%: già minoranza tra gli under 18

13 agosto 2021 | 21.31
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Il gruppo che è maggiormente cresciuto è quello degli ispanici, che ha raddoppiato negli ultimi 30 anni la sua popolazione

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(Afp)

Stati Uniti sempre più multirazziali e in cammino verso il 'sorpasso' sui bianchi da parte delle attuali minoranze. E' questa la fotografia che emerge dai dati del censimento 2020, secondo i quali negli ultimi 10 anni la popolazione che si definisce 'bianca' è diminuita, per la prima volta, scendendo sotto il 60%: dal 63,7% del 2010 al 57,8%. E tra la popolazione sotto i 18 anni si registra già il 'sorpasso' della popolazione "di colore", che costituisce il 52,7% di bambini e giovanissimi.

Dati che mostrano che l'America "è molto più multirazziale e molto più 'diversa' in termini razziali e etnici di quando sia stato misurato in passato", ha affermato Nicholas Jones, direttore dell'ufficio per la ricerca su razza ed etnie del Census Bureau.

Il gruppo che è maggiormente cresciuto è quello degli ispanici, che ha raddoppiato negli ultimi 30 anni la sua popolazione, arrivando a 62,1 milioni, pari al 18,7% del totale. Anche gli asiatici hanno raddoppiato rispetto agli anni novanta la loro popolazione, dal 3% all'attuale 61,1%. E gli afroamericani rimangono stabili al 12,1%.

In generale la popolazione degli Stati Uniti è cresciuta del 7,4% negli ultimi 10 anni, la seconda minore crescita mai registrata. I demografi prevedono che con questo trend di diversificazione, il sorpasso delle minoranze sui 'bianchi' avverrà intorno al 2045. Con ispanici ed asiatici che da qui al 2060 raddoppieranno ancora la loro popolazione, e la popolazione che si definisce appartenente a più di una razza che potrebbe triplicare, si arriverà, spiegano ancora i demografi, in un situazione in cui non si avrà una maggioranza razziale nel Paese.

Sulla base dei dati del censimento si cambiano le delegazioni degli Stati al Congresso e questi dati renderanno ancora più accanita la battaglia politica che si scatena dopo ogni censimento, il cosiddetto redistricting. Si tratta della rimodulazione dei distretti elettorali, attraverso la quale soprattutto i repubblicani che, negli Stati dove hanno la maggioranza, faranno di tutto, come è successo già nel 2010, per annullare, o per lo meno diluire, a livello elettorale la maggiore presenza delle minoranze, che tradizionalmente votano democratico.

In uno stato tradizionalmente repubblicano come il Texas, per esempio, il censimento mostra come gli ispanici siano ad un passo dal sorpasso demografico: i bianchi texani sono il 39,7% mentre gli ispanici e 'latinos' il 39,3%. L'aumento della popolazione, dovuto soprattutto alla crescita tra gli ispanici, darà al Texas altri due seggi alla Camera.

Per quanto riguarda le città, New York rimane la più grande del Paese, con 8,8 milioni di abitanti, con un aumento del 7,7%. Mentre la città che è cresciuta di più nell'ultimo decennio, dell'11,2%, è stata Phoenix, diventata la quinta più grande d'America al posto di Philadelphia.

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