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Usa contro gruppi filo Iran in Siria, primo attacco era Biden

26 febbraio 2021 | 07.15
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Il raid aereo contro siti vicino al confine con l'Iraq ordinato dal presidente. Il Pentagono: "Risposta ai recenti attacchi contro personale americano"

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Foto Afp

Joe Biden ha ordinato un raid aereo contro siti utilizzati da miliziani sostenuti dall'Iran nell'est della Siria, vicino al confine con l'Iraq. Lo ha reso noto il Pentagono. "Questi raid sono stati autorizzati in risposta ai recenti attacchi contro personale americano e della coalizione in Iraq e alle minacce continue a questo personale", ha fatto sapere il portavoce John Kirby.

Le operazioni, "su ordine del presidente", hanno "distrutto diversi siti, in un posto di controllo al confine, usati da vari gruppi militanti sostenuti dall'Iran, compresi Kaitaib Hezbollah e Kaitaib Sayyid al-Shuhada". Secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani, ong con sede nel Regno Unito legata agli attivisti delle opposizioni citata dalle tv satellitari, almeno 17 miliziani sono stati uccisi nell'operazione.

L'intervento è scattato dopo la pioggia di razzi del 15 febbraio in direzione di una base aerea che ospita anche forze Usa nella zona di Erbil, nel Kurdistan iracheno. Nell'attacco è rimasto ucciso un contractor, che era un civile, e un soldato americano e diversi contractor americani sono rimasti feriti.

"Siamo convinti che l'obiettivo veniva utilizzato dalla stessa milizia sciita che ha condotto gli attacchi" contro il personale Usa in Iraq, ha detto il segretario alla Difesa, Lloyd Austin. Le operazioni delle ultime ore sono per il Pentagono una "risposta militare proporzionata", decisa dopo consultazioni con gli alleati della coalizione.

Il messaggio è "inequivocabile: il presidente Biden agirà per proteggere il personale americano e della coalizione" e allo stesso tempo "abbiamo agito in modo deliberato per una de-escalation della situazione generale nell'est della Siria e in Iraq". Quello delle ultime ore è il primo attacco all'estero autorizzato da Biden.

Sono almeno 22 i combattenti iracheni uccisi nei raid Usa. Secondo quanto riporta l'Osservatorio siriano per i diritti umani, ong con sede in Gran Bretagna legata agli attivisti delle opposizioni, le operazioni hanno colpito tre mezzi carichi di munizioni in movimento dall'Iraq attraverso un'area nei pressi del valico di al-Qaim nella provincia siriana di Deir Ezzor.

Stando all'Osservatorio, i combattenti uccisi facevano parte di Kaitaib Hezbollah e Hashd al-Shaabi.

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