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Vacanze da 'brivido', dal Flyboard al Subwing impazza la moda degli sport estremi

12 agosto 2015 | 15.38
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(Infophoto)

Asciugamano, lettino e racchettoni: per molti italiani le vacanze sono sinonimo di assoluto relax. Eppure c'è chi anche in vacanza non vuole rinunciare all'avventura e alla ricerca del 'brivido'. Da 'tavole volanti' ad air bag giganti, fino alla possibilità di camminare sull'acqua: sulle spiagge italiane impazza la moda degli sport estremi acquatici per chi in vacanza non vuole rinunciare a una scarica di adrenalina.

Si vola sull'acqua, si vola sott'acqua. Nel caso del Flyboard si vola come superman. E' l'ultima follia acquatica, esplosa nel mondo e anche in Italia, ideata dal campione francese di moto d'acqua Frank Zapata. Bastano una tavola ai piedi, uno speciale giubbetto tecnico e un tubo collegato a un acquascooter per sfidare la gravità e compiere salti acrobatici sulla superficie del mare. Grazie, infatti, a un getto d'acqua pressurizzata alimentato dalla moto d'acqua, due enormi serpentoni 'sparano' la persona in aria fino a 10 metri di altezza e, dopo capriole volanti, si ritorna in acqua con un tuffo spettacolare.

Molto simile è l'Hover Board con la differenza che i voli in aria si fanno su una tavola da snowboard. Un'altra variante del Flyboard è il Jetlev-Flyer, un sistema a jet d'acqua che permette di librarsi in aria e fare delle acrobazie. In questo caso lo 'zaino-jet' è collegato a una piccola imbarcazione che autonomamente provvede a pompare l'acqua.

Si viene, invece, 'catapultati' in acqua con il Blob-Jump. Questo adrenalinico sport acquatico prevede l'allestimento di un air bag parzialmente gonfiato in acqua e di un trampolino: una persona è posizionata sul bordo del galleggiante, mentre altre due persone saltano dal trampolino atterrando direttamente sul 'blob' e 'scaraventando' il jumper in acqua. I primi a praticare questo sport, nato negli Stati Uniti, erano i marinai: il 'blob', infatti, originariamente era un serbatoio di carburante galleggiante trainato da navi.

Per chi invece non ama voli e tuffi acrobatici, c'è il Subwing. Si sfreccia sott'acqua come un pesce, sfiorando i fondali marini. Grazie a un'ala comandata manualmente e trascinata da una barca, il nuotatore può muoversi agilmente sott'acqua. L'idea è venuta a un ragazzo norvegese, Simon Sivertsen, durante una noiosa vacanza al mare.

Muta, caschetto e salvagente invece, sono gli 'attrezzi' per praticare il Rafting. Si discendono le cascate su un gommone inaffondabile chiamato 'raft', completamente immersi nella natura. Lo stesso vale per le canoe e il kayak su cui si sfidano le rapide a colpi di pagaia.

E per chi, anziché discendere i fiumi, preferisce salire sulle pareti rocciose c'è il Free climbing. E' l'arrampicata 'a mani nude' in cui si usa e si incastra il corpo intero o alcune sue parti per la 'scalata'. Corda, imbrago, discensore e moschettoni servono solo per limitare i danni in caso di caduta.

Ma i 'dipendenti' da adrenalina scelgono anche di lanciarsi nel vuoto. Sotto di loro non c'è acqua in cui tuffarsi, ma terra su cui planare o aria in cui restare sospesi. Si 'tuffano' da montagne, ponti o palazzi. I più 'cauti' optano per il parapendio: si prende la rincorsa e dopo qualche istante ci si affida alla sola energia del vento.

I più coraggiosi non si accontentano e scelgono il Bungee jumping. Cento metri di adrenalina pura nel vuoto attaccati a un elastico: dalla pedana basta un solo passo in avanti per 'cadere' nel nulla e, con il cuore in gola, si comincia a vedere il mondo al contrario.

Non ci sono, invece, corde o funi nel Base jumping: ci si 'butta' nel vuoto da piattaforme fisse, senza imbracature, per poi atterrare grazie a un paracadute. E per chi invece non vuole 'lanciarsi' in solitaria e vuole provare una scarica di adrenalina a 4.000 metri di altezza, c'è il lancio in tandem. Si salta da un aereo o da un elicottero, imbracati insieme all'istruttore: per circa 60 secondi si vola a 180 km/h prima di aprire il paracadute a circa 1.500 metri dal suolo.

E se con il 'volo dell'angelo' si resta ben agganciati a un fil di ferro godendo di viste mozzafiato, 'i funamboli dell'aria', nello Slacklining, camminano in bilico su una fettuccia di poliestere, di larghezza compresa tra i 2,5 e i 5 centimetri, sospesa a grande distanza dal suolo.

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