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Vacchi, 'un impegno condiviso' in 7 punti per Confindustria

17 marzo 2016 | 18.04
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Alberto Vacchi

Attrarre multinazionali sul suolo italiano, puntare sull'efficienza energetica e ambientale, sull'innovazione tecnologica e sulle infrastrutture e le grandi opere, impegnarsi nella formazione e rivolgere lo sguardo verso la centralità dell'Europa. Sono i concetti chiave del programma, articolato in sette punti, di Alberto Vacchi, numero uno degli industriali bolognesi e presidente di Ima, presentato oggi ai 198 elettori del Consiglio generale di Confindustria.

Intanto, al primo punto, la costruzione di una agenda partecipata, realistica, senza slogan, che preveda il monitoraggio di quanto fatto e che coinvolga i territori.

Al secondo punto, l'evoluzione del sistema industriale italiano verso il mondo digitale. Per Vacchi, dobbiamo velocemente passare dalle tante parole spese sull’Agenda Digitale alla sua esecuzione, per un Paese ed una amministrazione più efficiente e trasparente: la digitalizzazione è un diritto per l’impresa.

Al terzo punto, l'importanza delle politiche industriali attraverso la riconquista dello spazio al tavolo delle decisioni pubbliche, "perché portatori di un metodo nuovo, che convinca che non siamo quelli che vogliono restare dove sono. Mettendo in moto tutto il sistema della rappresentatività per avere massa critica". Non esistono problemi della grande impresa che poi non si riversano sulla piccola e viceversa.

Quarto punto: Formazione Ricerca ed Innovazione. Con la riforma della “buona scuola” si è aperto un varco; a noi la responsabilità di essere cabina di regia per il Paese, promuovendo un modello strutturato ed uniforme su tutto il territorio nazionale, in grado di agire rapidamente per modificare la percezione sociale dell’impresa ed orientare le scelte professionali dei nostri giovani.

Al quinto punto, la necessità di comunicare il ruolo dell’impresa nella società. L’industria è il corpo essenziale della società, il pilastro portante dell’economia.

Sesto punto, quello dei rapporti industriali con nuovi contratti, mettendo al centro le esigenze dell’impresa per il recupero della competitività. Impegno primario della prossima presidenza confindustriale sarà quello di riuscire a dare alle imprese di ogni dimensione e settore una “scatola degli attrezzi” – costruita a livello interconfederale – dalla quale ogni azienda possa scegliere il modello di contrattazione più coerente con le proprie esigenze.

Infine, settimo punto, il rinnovamento organizzativo e la piena attuazione della riforma Pesenti con gli opportuni correttivi ed un forte coinvolgimento dei Giovani. È un cambio di mentalità che ci serve. Il fulcro dell'organizzazione deve essere l''Advisory Board', vera cabina di programmazione per territori (raggruppati in macro aree), categorie e grandi aziende, che dovranno essere parte attiva nella definizione dell’agenda operativa dei lavori. Vorrei, sintetizza Vacchi, un sistema integrato che si parli di più e che non lasci nessuno in un angolo.

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