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Vaccino Covid, "Mattarella sia il primo a farlo come la regina in Gb"

07 dicembre 2020 | 12.46
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Il presidente Mattarella dovrebbe essere il primo a vaccinarsi contro il coronavirus. A dirlo è Massimo Clementi, direttore del Laboratorio di microbiologia e virologia dell'ospedale San Raffaele di Milano e docente dell'università Vita-Salute. "Anche l'Italia dovrebbe dare una comunicazione sul vaccino contro Covid-19 d'impatto come quella che si sta facendo nel Regno Unito, dove la Regina Elisabetta e il consorte Filippo", rispettivamente 94 e 99 anni, "si vaccineranno pubblicamente per primi". Ha apprezzato il chiaro e deciso messaggio contro i 'no-vax' lanciato dai reali inglesi Massimo Clementi, direttore del Laboratorio di microbiologia e virologia dell'ospedale San Raffaele di Milano e docente dell'università Vita-Salute, che auspica nel Belpaese altrettanto vigore comunicativo a sostegno dell'iniezione scudo. Chi potrebbe vestire i panni di Elisabetta e Filippo dalle nostre parti? Per Clementi una figura all'altezza di 'The Queen' è "il nostro Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella".

"Potrebbe dare davvero un bell'esempio, per comunicare che è importante vaccinarsi. Perché oggi sento troppe voci dissonanti", osserva l'esperto parlando con l'Adnkronos Salute. Della diffidenza verso il vaccino anti-Covid si parla tanto in questi giorni. In diversi hanno segnalato il problema. La stessa Organizzazione mondiale della sanità in Europa ha segnalato sentimenti di diffidenza e insicurezza espressi all'interno delle popolazioni di diversi Paesi del vecchio continente, che secondo alcune indagini raggiungono in certi casi percentuali consistenti, fino al 50%.

Per Clementi serve dunque un segnale forte, sul modello britannico, che "in Italia il Capo dello Stato potrebbe dare. Mi piacerebbe che lo facesse, ma penso che lo farà". Quanto al dibattito italiano di questi giorni, Clementi aggiunge: "Dopo l'uscita 'non vacciniamo chi si è ammalato' che aveva lasciato un po' perplessi, perché oggettivamente non sempre chi è guarito da Covid mantiene un'immunità rilevabile nel tempo e ci sono stati casi di doppia infezione, preferisco l'impostazione comunicata ora dal commissario straordinario Domenico Arcuri. Può essere giusto il discorso che non sono persone che hanno la priorità rispetto agli altri. Ma vaccinare una persona che ha già un'immunità rilevabile non compromette nulla, semmai la rafforza", conclude.

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