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Vaccino Covid, Viola: "Errore allungare tempo tra prima dose e richiamo"

08 maggio 2021 | 08.06
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L'immunologa: "Azzardato per due motivi: prima dose protegge la metà o poco più rispetto all’efficacia del vaccino; a livello di comunità, immunità parziale e alta circolazione del virus rendono possibile la generazione di nuove varianti"

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(Foto Fotogramam)

E' un errore allungare il tempo tra le due dosi di vaccino anti-covid. A pensarla così è l'immunologa Antonella Viola che, in un'intervista al quotidiano 'Il Fatto Quotidiano': "E' azzardato per due motivi: prima dose protegge la metà o poco più rispetto all’efficacia del vaccino; a livello di comunità, immunità parziale e alta circolazione del virus rendono possibile la generazione di nuove varianti. Gli inglesi hanno adottato questa strategia, è vero, ma con un lockdown durissimo, mentre noi adesso siamo anche in fase di riaperture".

In merito ai brevetti dei vaccini Viole afferma che "è giusto aumentarne la produzione, stringere accordi, dare la possibilità a più aziende, che sono in grado di farlo, di produrre. Ma serve un accordo, mentre decidere che il brevetto non c’è più potrebbe creare problemi perché rischia di disincentivare le aziende farmaceutiche a lavorare sui vaccini. Servono invece stanziamenti per comprare vaccini ai Paesi più poveri - ha aggiunto Viola - La tecnologia a mRna certo non può rimanere nelle mani di due sole aziende, ma a Pfizer e Moderna va riconosciuto lo sforzo fatto in questa direzione, importantissimo per il futuro".

"La situazione migliora perché le temperature si alzano e il rischio di contagio all’aperto è basso. È giusto procedere con riaperture graduali osservando come incidono sull ’indice Rt, perché una riapertura generalizzata potrebbe essere una stupidaggine...- ha aggiunto Viola - poi ci sono alcune cose che bisogna definire meglio: sono stata al cinema, 50 per cento di capienza ma tutti dalla stessa parte della sala; e poi le mascherine: ne ho viste troppe inutili di stoffa, renderei obbligatorie le ffp2 per cinema e teatri o almeno le chirurgiche".

"Però stare all’aperto non vuol dire assembramento. I tifosi erano uno sopra l’altro e molti senza mascherine: comportamenti sempre rischiosi. - ha concluso Viola - Invece si potrebbe pensare a ridare la possibilità di assembramenti a concerti o eventi di questo tipo con mascherine ffp2 e tampone negativo, come ha dimostrato esser possibile un esperimento a Barcellona".

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