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Sostenibilità: Csqa certifica la vela 'green'

30 settembre 2014 | 15.28
LETTURA: 3 minuti

la produzione della vela sostenibile comporta un taglio del 66% delle emissioni a effetto serra

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Chi naviga a vela rispetta il mare e l'ambiente. Ma c'è vela e vela. E in particolare, ci sono tipi di vela per la cui produzione si emette meno Co2 rispetto ad altri meritandosi la certificazione di Csqa. L'ente ha infatti certificato che lo studio della valutazione del ciclo di vita (Lca-Life Cycle Assessment) del prodotto vela 4T Forte dell’azienda Onesails International srl è conforme agli standard Iso 14040 e Iso 14044.

La tecnologia sviluppata per la produzione di questa tipologia di vela comporta una riduzione del 66% delle emissioni a effetto serra rispetto a una equivalente vela in poliestere, con possibilità di ulteriori miglioramenti e senza considerare i possibili positivi sviluppi nelle fasi di fine vita. È stato stimato che sono circa 130 milioni di mq le vele montate sulle imbarcazioni a livello mondiale.

Confrontando una vela 4T di nuova generazione, in laminato di Pe, con una vela tradizionale costruita con tessuto Polietilene Teraftalato-Pet (Dracon), è emerso che la produzione di una vela tipo di 50 mq in Pe causa emissioni di Co2 pari a 136,13 kg rispetto ai 338,01 kg di vela in Pet con una minore emissione in atmosfera, in soli 4 mesi di produzione, di circa 20 ton di Co2.

Due i fattori principali: l’impiego di una massa inferiore di materiale strutturale (il peso della vela 4T è di 15 kg circa contro i 32 kg circa della vela in Pet) e minori contenuti di Co2 del Pe usato per la produzione della vela 4T rispetto al Pet.

La nuova tecnologia utilizzata per la realizzazione di questa vela comporta, quindi, una riduzione delle emissioni di gas a effetto serra rispetto alla produzione di una equivalente vela in poliestere, con possibilità di ulteriori miglioramenti con la sostituzione delle parti attualmente usate per i rinforzi in Pet con Pe e senza considerare i possibili positivi sviluppi nelle fasi di fine vita.

Il Pe, infatti, risulterebbe meno energivoro rispetto all’equivalente processo del Pet. Su questo aspetto, le aziende stanno attivando un protocollo d’intesa per il recupero delle vele usate con il Consorzio Polieco attraverso test di riciclaggio e reimpiego del materiale, con lo scopo di rendere completamente riciclabile questo prodotto attraverso un sistema di raccolta delle vele usate, di recupero e ricondizionamento del PE, riducendo in questo modo ulteriormente l’emissione di Co2 equivalente.

“Andare per mare con una barca vela – ha detto Pietro Bonato, Direttore Generale Csqa – è già un atto di rispetto verso l’ambiente. Utilizzare una vela in Pe comporta, inoltre, un risparmio pari al 66% di emissioni di gas a effetto serra. Ci auguriamo che, da questo esempio virtuoso italiano, altre aziende produttrici sviluppino tecnologie sempre più attente a soluzioni innovative in particolare nel settore della nautica da diporto da sempre simbolo di libertà e rispetto dell’ambiente. Csqa sarà orgogliosa di essere a fianco di tutti coloro che desiderano affermare il proprio impegno in maniera oggettiva e condivisa”.

“L’uso di una barca a motore – ha dichiarato Leonard Bernardelli, Environment, Energy and Climate Change Business Developer & Scheme Manager di CSQA – provoca un’emissione in atmosfera di circa 2 kg di Co2 per ogni litro di carburante bruciato. Se si utilizza la barca con vela in Pe, si registra una riduzione ulteriore di Co2 pari a circa 150 kg, per ogni vela acquistata”.

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