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Hera: vertici chiedono al Governo chiarezza su settore e rispetto regole

21 settembre 2016 | 19.05
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Hera manda un messaggio forte e chiaro al Governo: serve chiarezza nel settore delle multiutility. "Cosa chiediamo al Governo? Poche cose: chiarezza delle regole, stabilità e, se capita, su certi versanti anche un po’ di rispetto..." precisa Tomaso Tommasi di Vignano, presidente del gruppo bolognese. "Finora di chiarezza ce n’è stata certamente poca – rileva -, adesso la fase di trasformazione dovrebbe essere avviata. Abbiamo bisogno di valutare le nostre previsioni di crescita in un contesto leggibile".

Il presidente di Hera ha parlato a margine della presentazione del bilancio di sostenibilità 2015 della multiutility, nell’ambito del convegno: "Resilienza e innovazione: una strategia per imprese e territorio". E proprio resilienza e innovazione sono state le parole d’ordine al centro delle riflessioni a partire dalle quali si è tentato di cogliere il contributo che una multiutility come Hera può dare al sistema territoriale di riferimento e ai nuovi modelli di sviluppo.

"Noi facciamo parte, senza supponenza – ha commentato Tommasi di Vignano -, di quel gruppo di aziende che ha attraversato la crisi senza modificare la capacità di produrre risultati positivi". Il gruppo Hera nel 2015 ha trasferito ricchezza al territorio servito per 1,65 miliardi di euro.  "Se guardiamo all’intera storia del gruppo, dal 2002 ad oggi – ha dichiarato l’amministratore delegato, Stefano Venier – gli investimenti superano i 5 miliardi di euro: vuol dire che per ogni cittadino servito abbiamo investito 20.000 euro nelle infrastrutture del territorio in cui vive".

Proprio per questo, secondo Hera, è necessario il supporto del Governo nel garantire una maggiore chiarezza nel settore delle multiutility. Un contributo su cui ha dato rassicurazioni il sottosegretario alla Semplificazione e alla Pubblica amministrazione, Angelo Rughetti, che ha chiuso il convegno. "Le azioni e le iniziative che anche il sottosegretario ha evidenziato – ha commentato l’ad Venier - vanno in una nuova direzione, ma mi auguro poi che tutti rispettino le regole. Se così sarà, il sistema si evolverà secondo una linea corretta, abbattendo le barriere locali che tuttora costringono alcuni attori ad operare su territori francamente non adeguati".

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