Via libera allo scostamento di bilancio, verso la definizione della manovra

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19 ottobre 2026 | 18.02
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Inizia a prendere forma la manovra, almeno nel suo perimetro. Il documento programmatico di bilancio (Dpb) inviato a Bruxelles e alle Camere offre il primo elenco di interventi della legge di Bilancio per il 2027 e ne delinea il valore complessivo, 23,5 miliardi.

Bilancio dello Stato, ex Ilva, nuovo codice della strada, autonomia differenziata: sono questi i principali ambiti di intervento del Consiglio dei ministri del 13 ottobre. Sul fronte economico, il Documento Programmatico di Bilancio (DPB) conferma gli obiettivi di finanza pubblica: crescita della spesa netta al 3,3% nel 2027, all’1,7% nel 2028, allo 0,2% nel 2029, includendo gli spazi legati alla clausola di salvaguardia per le spese legate a difesa ed energia. Il Governo ha previsto nuove tutele per i lavoratori e per l’indotto dell’ex Ilva, oltre a incentivi alle assunzioni a tempo indeterminato e risorse per preservare l’impianto di Taranto.

Con 219 voti a favore e 110 contrari alla Camera, 109 favorevoli e 61 contrari (2 astenuti) al Senato, è stata approvata la risoluzione della maggioranza sullo scostamento di bilancio da 28,8 miliardi di euro per spese legate alla difesa e all’energia. Approvata, inoltre, la risoluzione presentata dai partiti di Governo sul Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) rispettivamente con 216 sì e 116 no a Montecitorio, 108 sì e 61 no (2 astenuti) a Palazzo Madama. Di conseguenza, sono state precluse le risoluzioni delle opposizioni.

Energia, competitività europea e guerra in Ucraina al centro delle comunicazioni del Presidente del Consiglio al Senato in vista del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre. In particolare, il Premier chiede interventi immediati contro i costi energetici e avverte Bruxelles: “Ogni costo in più che l’Europa impone a sé stessa è un vantaggio che regala ai suoi concorrenti”. In tema di transizione energetica, la posizione del Capo del Governo è chiara: “La decarbonizzazione non può tradursi in deindustrializzazione”, mente sul bilancio Ue afferma che: “Roma non accetterà tagli a coesione, agricoltura e pesca”. Sull’Ucraina, Meloni conferma il sostegno a Kiev e la pressione su Mosca: “La resa di chi difende la propria libertà non può chiamarsi pace”.

Come garantire al Paese autonomia strategica nell’uso di modelli di intelligenza artificiale in ambito militare, evitando dipendenze tecnologiche esterne? È il quesito posto dal Sen. Licheri (M5S) in un’interrogazione sottoposta al Ministro della Difesa. Nella risposta Crosetto ha dichiarato che la Difesa sta valutando anche modelli di IA a pesi aperti, compresi quelli sviluppati fuori dall’area NATO. Una possibilità che per altro dovrà superare rigidi requisiti di sicurezza, validazione e interoperabilità. Nel suo intervento, il Ministro ha richiamato le strategie della Difesa per l’intelligenza artificiale e la trasformazione digitale 2026-2030, annunciando, tra l’altro, l’avvio di un laboratorio dedicato in collaborazione con università, centri di ricerca e industria nazionale.

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