Via libera definitivo al Decreto Energia

13 aprile 2026 | 16.25
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Con 102 voti favorevoli, 64 contrari e 2 astenuti, l’Aula del Senato ha rinnovato la fiducia al Governo, approvando in via definitiva il Decreto Energia, noto anche come Decreto Bollette (Dl 21/2026). Il provvedimento, sul quale l’Esecutivo aveva posto la questione di fiducia, introduce una serie di misure volte a fronteggiare l’attuale crisi energetica, contenere l’impatto dei costi delle forniture su famiglie e imprese e rafforzare il quadro di intervento nel settore energetico. Tra le principali novità contenute nel testo approvato figura innanzitutto lo slittamento del termine per la dismissione delle centrali a carbone, rinviato al 2038. La misura è stata pensata come strumento temporaneo per garantire la sicurezza energetica del Paese in una fase caratterizzata da forti tensioni sui mercati internazionali dell’energia e da rischi legati alla continuità delle forniture. A sostegno delle fasce più vulnerabili della popolazione, il decreto introduce inoltre un contributo straordinario di 115 euro destinato ai titolari di bonus sociale. Il contributo è finalizzato ad alleviare il peso delle spese per la fornitura di energia elettrica, in un contesto di prezzi elevati che incidono in modo significativo sui bilanci delle famiglie a basso reddito. L’intervento si inserisce nel solco delle misure già adottate negli ultimi anni per rafforzare le tutele sociali in ambito energetico. Il provvedimento interviene anche sul fronte dei costi dell’energia per le imprese, in particolare per le utenze non domestiche. È prevista l’introduzione di un meccanismo volto a ridurre il costo delle bollette elettriche attraverso la revisione degli incentivi del Conto energia per gli impianti fotovoltaici con potenza superiore a 20 kW. L’obiettivo è quello di contribuire a un riequilibrio complessivo del sistema, riducendo alcuni oneri che gravano sulle bollette e sostenendo la competitività del tessuto produttivo. Sul piano fiscale, il Decreto Energia prevede l’aumento dell’aliquota Irap dal 3,9% al 5,9% per i soggetti che operano nel comparto energetico, limitatamente ai periodi d’imposta 2026 e 2027. La misura è pensata per acquisire maggiori risorse finanziarie da un settore che ha registrato rilevanti profitti negli ultimi anni, destinandole al finanziamento degli interventi di contrasto al caro energia contenuti nel decreto stesso. Infine, il testo introduce un rafforzamento delle tutele dei consumatori attraverso il divieto di effettuare sollecitazioni commerciali telefoniche o tramite messaggi, finalizzate alla proposta o alla conclusione di contratti di fornitura di energia elettrica e gas. La norma mira a contrastare pratiche commerciali considerate invasive o scorrette, aumentando la trasparenza del mercato e la protezione degli utenti finali.

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