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Viareggio, ecco cosa accadde la sera della strage

31 gennaio 2017 | 16.03
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Sono passati 7 anni e 7 mesi dalla notte del 29 giugno 2009, quando alle 23 e 48 il treno merci 50325 Trecate-Gricignano, con un convoglio di 14 carri cisterna contenenti Gpl, deraglia alla stazione di Viareggio per cause probabilmente legate al cedimento del carrello del primo carro cisterna, che al momento dell'incidente trascina fuori dai binari altri quattro carri. La cisterna del primo carro viene perforata e da lì fuoriesce il gas che satura l'aria circostante provocando un incendio dalle proporzioni enormi.

11 persone perdono la vita in pochi minuti, avvolte dalle fiamme o travolte dal crollo degli edifici: due sono stroncate da un infarto, decine rimangono ferite, riportando gravissime ustioni, che gli provocheranno la morte alcune settimane più tardi. Nell'incidente i due macchinisti rimangono indenni poiché dopo aver dato frenatura al convoglio riescono a mettersi in salvo dietro a un muro che li ripara dalla fiammata del gas innescato.

Il deragliamento si verifica vicino al sovrappasso pedonale che scavalca il fascio binari sud della stazione ferroviaria, collegando via Burlamacchi con via Ponchielli. E' probabile che il gas si sia propagato in direzione di quest'ultima via, facendo registrare nell'area il maggior numero di vittime, feriti e di edifici crollati o danneggiati.

Il disastro provoca una vera e propria carneficina: 33 morti e 25 feriti. Undici persone muoiono nell'esplosione e nel seguente incendio, 20 perdono la vita nei mesi successivi in seguito alle gravi ustioni riportare. All'elenco dei decessi si aggiungono poi due anziani colpiti da un infarto, forse in seguito allo choc. Il treno era diretto a Gricignano di Aversa in provincia di Caserta, ed era destinato all'Aversana Petroli della famiglia Cosentino di Casal di Principe.

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