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Viminale: femminicidi, sfregi con l'acido e stupri, a vittime e famiglie indennizzi per 260mila euro

17 marzo 2021 | 16.22
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Indennizzi per complessivi 260mila euro sono stati assegnati a vittime di violenza e loro familiari dal Commissario per le iniziative in favore delle vittime di reati di tipo mafioso e violenti, il prefetto Marcello Cardona, che oggi, dopo aver presieduto il Comitato per la solidarietà alle vittime di mafia e di reati violenti per esaminare le richieste di risarcimento e di indennizzo, ha assegnato gli indennizzi "predeterminati normativamente".

In particolare, 60.000 euro sono stati assegnati ai figli di una vittima di “femminicidio”, una donna uccisa dal marito nel 2017 in provincia di Venezia. "La polizia - si legge nel comunicato del commissario - accertava che al culmine di una violenta lite l’uomo prima colpiva la donna con un coltello e poi la inseguiva uccidendola con un colpo di pistola, successivamente si toglieva la vita con la stessa arma".

Sono stati poi assegnati 50.000 euro ai genitori di una vittima di “femminicidio” commesso nel 2006 in provincia di Caserta. "L’ex fidanzato, reo confesso, uccideva la ragazza di diciannove anni con un colpo di pistola, non riuscendo ad accettare la fine della loro relazione sentimentale", si legge nella nota.

Alla madre per l’omicidio del figlio commesso nel 2009 a Cosenza sono stati assegnati 50.000: "Le indagini condotte dalla locale Questura accertavano che l’omicida colpiva al cuore con un coltello il ragazzo, a causa della crescente gelosia per la donna che aveva in comune con la vittima".

E' di 25.000 euro l'indennizzo in favore di una vittima per lesioni personali gravissime: "La donna, ricoverata in prognosi riservata per la presenza di ustioni di terzo grado sul viso e sul corpo, nel 2013, indicava nel marito l’autore dell’aggressione ai suoi danni. I Carabinieri della Stazione di Roma Cecchignola accertavano che a seguito di una lite insorta per futili motivi l’uomo prelevava dal bagno una bottiglia contenente acido muriatico gettando addosso alla moglie il contenuto".

Altri 25.000 sono stati assegnati a una ragazza, minorenne all’epoca dei fatti, costretta dal convivente della madre a subire atti sessuali, nel 2005 in provincia di Reggio Calabria; 25.000 anche a favore di una ragazza, minorenne all’epoca dei fatti, costretta a subire atti sessuali da parte del padre separato, durante le previste occasioni di incontro, nel 2006 in provincia di Messina, e a favore dei genitori di una ragazza che nel 2019, all’età di quindici anni, ha subito violenza sessuale da parte di un soggetto infermo di mente, poco dopo l’uscita da scuola. "La giovane studentessa - precisa la nota del Commissario - forniva al personale in servizio nel Gruppo Falchi della Questura di Cagliari una descrizione dettagliata dell’aggressore; grazie alle informazioni ricevute gli investigatori rintracciavano l’individuo sottoponendolo a fermo".

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