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Calcio: Zola, sì al Cagliari perché è speciale

29 dicembre 2014 | 14.41
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Il nuovo tecnico rossoblu si presenta: "Sono qui per portare avanti il progetto di Zeman. In Inghilterra ho fatto esperienze importanti, sono convinto di poter dare suggerimenti giusti. Possiamo far bene, ma serve la collaborazione di tutti"

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Gianfranco Zola (foto Infophoto) - INFOPHOTO

"Questo è un posto speciale". Gianfranco Zola sbarca a Cagliari per vivere un'avventura particolare. Il nuovo allenatore rossoblu si appresta ad affrontare una 'missione' che non è solo calcistica. "Già da calciatore ho fatto una scelta del genere, ho lasciato il Chelsea per venire qui. Per un sardo come me, Cagliari rappresenta tanto", dice Zola, chiamato a sostituire Zdenek Zeman .

"Dal punto di vista tecnico, voglio continuare il progetto avviato da Zeman. Cercherò di migliorarlo, se possibile, e di renderlo più funzionale. Posso lavorare in una società che ha idee, il club ha una filosofia che condivido. Mi dispiace arrivare in un momento di difficoltà, ma sono contento di avere l'opportunità di dare il mio contributo", aggiunge nella conferenza stampa di presentazione.

"Ho visto il Cagliari dal vivo in 2 occasioni, in Coppa Italia contro il Catania e in campionato contro il Milan. In entrambi i casi, la squadra mi ha fatto un'ottima impressione. Non credo che la squadra sia molto lontana da dove dovrebbe essere", dice con ottimismo.

"Ribadisco, Zeman è un tecnico estremamente preparato e ha fatto un ottimo lavoro. Forse qualche risultato negativo ha tolto un po' stabilità, io voglio creare un clima che consenta al gruppo di esprimere i propri valori. Si può fare qualcosa di importante, ad una condizione: bisogna lavorare in simbiosi, serve la collaborazione di tutti. Il Cagliari attacca benissimo, deve imparare a difendere benissimo a cominciare dalle punte", aggiunge fornendo una prima indicazione tecnica.

In Inghilterra, prima da calciatore e poi da allenatore, Zola ha arricchito il proprio bagaglio tecnico e umano. "Bisogna dare il giusto valore alle cose, vale nella vita e non solo nel calcio. Quando si vive da un'altra parte, si possono apprezzare i pregi del proprio paese e si possono anche valutare le lacune. Ora spero di poter dare suggerimenti giusti sulla base di esperienze importanti", dice.

"Quando ho lasciato il Chelsea per venire a giocare qui, ero convinto di poter trasmettere qualcosa di utile. Ora, da allenatore, ho ancora questa convinzione", afferma.

Il 6 gennaio, alla ripresa del campionato, il Cagliari farà visita al Palermo. "Le scelte, all'inizio, saranno dettate anche da quello che ho visto sinora. In generale, però, posso dire che la formazione non la faccio io, la fa la squadra. In campo va chi merita. Io non ho preclusioni, ho fatto giocare calciatori di 18 anni a scapito di qualcuno di 38 anni. Così come ho schierato un 38enne al posto di un giovane che la società avrebbe voluto vedere in campo", dice.

Accanto al tecnico, in sala stampa, siede il presidente Tommaso Giulini. "Il nostro percorso va avanti, siamo convinti di aver scelto la figura di cui il Cagliari aveva bisogno. L'umiltà, la tenacia, la voglia di lavorare di Zola sono valori di cui abbiamo bisogno. Il protagonista deve essere il Cagliari, non i singoli", dice prima di soffermarsi su Zeman. "Per l'affetto che ho per lui, non intendo parlare di cosa sia cambiato nel nostro rapporto. Posso parlare della partita persa contro la Fiorentina, punto di svolta in negativo. È stata una società dolorosa, ma doverosa. Ora abbiamo scelto una persona che può far migliorare la squadra e la società"

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