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Mafia capitale, maxi processo al via. Carminati parlerà, Odevaine collabora

CRONACA
Mafia capitale, maxi processo al via. Carminati parlerà, Odevaine collabora

Ha preso il via nell'aula Occorsio del Tribunale di Roma il maxi processo a Mafia Capitale. Alla sbarra 46 imputati con accuse che vanno dalla corruzione all'associazione per delinquere di stampo mafioso. E' iniziata così oggi una vera e propria maratona processuale che da lunedì si trasferirà nell'aula bunker di Rebibbia. A giudicare gli imputati con rito immediato è la decima sezione penale del Tribunale presieduta da Rosanna Ianniello. Presenti i pm Paolo Ielo, Luca Tescaroli e Giuseppe Cascini.

Un processo dove non compariranno mai in aula i principali protagonisti l'ex Nar Massimo Carminati, il 'ras delle cooperative' Salvatore Buzzi e l'ex Nar Riccardo Brugia che saranno collegati in videoconferenza. Un provvedimento preso per motivi di sicurezza: Carminati resterà nel carcere di Parma dove è detenuto al regime del 41bis, Buzzi in quello di Tolmezzo e Brugia a Terni. Collegati a distanza per la prima udienza di oggi anche altri imputati.

L'udienza si è aperta con l'appello degli imputati, il controllo dei collegamenti in videoconferenza e con la verifica degli avvocati delle difese o delle eventuali revoche. Presenti in un'aula Occorsio al completo, per la numerosa presenza di avvocati e giornalisti, anche Luca Odevaine da martedì agli arresti domiciliari e l'imprenditore Daniele Pulcini.

Dopo una riunione in camera di consiglio il tribunale ha dato parere favorevole alle riprese tv ma non in diretta. A fare le riprese solo una delle tv presenti con l'obbligo di distribuire alle altre emittenti i filmati. I giudici hanno invece respinto le eccezioni della difesa degli imputati che chiedevano la revoca del provvedimento sulla videoconferenza, sottolineando che la ''partecipazione a distanza non lede i diritti dell'imputato a partecipare al dibattimento''.

Alla fine della prima udienza, il tribunale ha rinviato la seduta al prossimo martedì 17 novembre, alle ore 9 aula b di Rebibbia, così da permettere alle parti di esaminare le 55 richieste di costituzione di parte civile, depositate oggi. Tra queste ci sono le domande di Consorzio sociale Coin, di Roberta Lombardi, parlamentare del M5s rappresentata dal Codacons e di un rifugiato politico pachistano di 23 anni e 37 nomadi di Castel romano.

CARMINATI - "Questa volta Carminati è intenzionato a difendersi in modo sicuramente diverso dal solito... Vuole chiarire un sacco di cose e credetemi lo farà sicuramente" ha detto l'avvocato Giosuè Naso, difensore di Massimo Carminati, subito prima dall'inizio del maxi processo. "Ci sarà tempo perché prenda la parola nel processo per smontare la tesi della procura che lo vuole tra i capi del sodalizio criminoso - ha aggiunto l'avvocato - Di tutta questa storia a Carminati ha dato particolarmente fastidio il fatto che il suo nome sia stato accostato alle parole mafia e droga". "Con la mafia - ha ribadito Naso - l'ex Nar non c'entra proprio nulla e la droga gli fa schifo. Quanto alle armi, non sono mai state trovate".

BUZZI - Salvatore Buzzi chiederà nuovamente il patteggiamento. Lo ha riferito il suo difensore, Alessandro Diddi, a pochi minuti dal via al processo, spiegando che in precedenza la richiesta era subordinata al consenso della procura mentre ora sarà il tribunale a decidere. Per Diddi, che ha parlato alle telecamere di SkyTg24, il processo 'a distanza' per Buzzi, che non potrà essere presente in aula, è "una grave lesione del diritto di difesa", perché "non potrà partecipare e rendere dichiarazioni spontanee con la tempestività riservata agli altri imputati". Oltre al fatto, ha aggiunto, che "con il calendario così fitto io per un anno praticamente non potrò vederlo". Quanto alle accuse di mafia, secondo Diddi, "a Roma la mafia non esiste, c'è un cattivo, cattivissimo costume, ma non la mafia".

ODEVAINE - ''Ho ammesso le mie responsabilità. Ho fatto degli errori, sto collaborando - ha detto Luca Odevaine a margine della prima udienza - A Roma non c'è un sistema mafioso che gestisce la città. A Roma le cose si trascinano". "Con Carminati non c'entro nulla - ha rimarcato - Affronto serenamente questo processo dopo un percorso che mi ha portato a collaborare con i magistrati". Odevaine, imputato per corruzione, ha poi chiesto e ottenuto l'autorizzazione di poter lasciare l'aula per ritornare a casa, dove da martedì si trova ai domiciliari.

ALEMANNO - "Nella richiesta di rinvio a giudizio bisogna cogliere la notizia più importante e cioè che ogni accusa e ogni aggravante connessa all'associazione mafiosa nei miei confronti è completamente caduta". Lo dichiara in una nota Gianni Alemanno. "Spero che, dopo un anno di massacro mediatico nei miei confronti, questa notizia venga data dai media con tutta la rilevanza che merita e che fino ad ora non è stata garantita - prosegue - Davanti al Gup o, se sarà necessario davanti al Giudice ordinario, dimostrerò tutta la mia totale estraneità alle residue accuse che mi vengono mosse".

Presenti in aula l'ex consigliere capitolino M5S Marcello De Vito e la prima storica portavoce dei grillini Roberta Lombardi. "Ci siamo costituiti parte civile - hanno detto - come cittadini e referenti di un movimento politico di cittadini stanchi di pagare tasse e di vederci restituiti mafia capitale e disservizi". "Il nostro lavoro in Campidoglio ha anche cercato di ostacolare questo sistema", hanno sottolineato.

Mossa a sorpresa degli avvocati del Codacons che hanno chiesto al Tribunale di Roma di inserire nel processo il Comune non come parte civile, ma come responsabile civile per i reati commessi dagli imputati.

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