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Ema, ecco perché il sorteggio

FARMACEUTICA
Ema, ecco perché il sorteggio

(Fotogramma)

C'è delusione amarezza per il sorteggio che ha stabilito la nuova sede dell'Ema. L'Agenzia Europea del farmaco infatti non sarà a Milano ma ad Amsterdam e ora tutti puntano il dito sul sistema di assegnazione.

Al primo turno, ogni governo aveva sei voti a disposizione: tre voti per la sede preferita, due per la seconda scelta e uno per la terza scelta. Se una città candidata riceveva tre punti da 14 stati membri, veniva automaticamente selezionata. In caso contrario, passavano - come poi è stato - al turno successivo le tre offerte più votate.

Al secondo turno, ogni governo aveva un voto. Se un'offerta riceveva 14 o più voti veniva scelta. Se nessuno otteneva 14 voti, passavano al ballottaggio le due più votate (o più in caso di pareggio). Al terzo turno, ogni Paese aveva un voto. Vinceva chi otteneva più suffragi. In caso di pareggio, sorteggio. Appunto.

VICEMINISTRO ESTONE: "HO TIRATO IO A SORTE" - A decidere le nuove sedi dell’Ema e dell’Eba, entrambe tirate a sorte, è stata la mano di Matti Maasikas, viceministro per gli Affari Europei dell’Estonia, Paese che ha la presidenza di turno del Consiglio Ue. Lo ha spiegato lo stesso Maasikas, l’uomo che ‘guida’ la presidenza estone nel lavoro quotidiano, durante la conferenza stampa che ha fatto seguito alla votazione. Dall’urna Maasikas ha estratto Amsterdam per l’Ema e Parigi per l’Eba; la sorte non ha premiato Milano nel primo caso e Dublino nel secondo.

"C’era una grande palla trasparente, con due piccoli bussolotti. E’ toccato a me estrarre a sorte", ha raccontato Maasikas. Per la cronaca, la palla che conteneva i bussolotti era di plastica trasparente. Il metodo del sorteggio era scritto a chiare lettere fin dall’inizio nella metodologia di voto, in caso di parità (eventualità considerata improbabile, ma possibile in virtù della facoltà di astenersi, poi effettivamente esercitata dalla Slovacchia, dopo che Bratislava non ha superato il primo turno). "Era previsto, ma speravamo che non succedesse", spiega una fonte Ue.

In ogni caso, Maasikas ha difeso il metodo approvato dai capi di Stato e di governo dell’Ue a 27 il 22 giugno scorso. "Prima la sede delle agenzie Ue veniva decisa dal Consiglio Europeo, spesso a tarda notte. Ora abbiamo avuto la valutazione della Commissione e un processo trasparente: lo considero un miglioramento", ha concluso il viceministro estone.

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