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100 giorni Biden, lo storico: "Biden investe in competizione strutturale, è il suo America Great Again"

30 aprile 2021 | 15.15
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Per Alegi, docente storia e politica americana della Luiss, la "sfida con la Cina passa per la tecnologia e l'economia della conoscenza"

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(Afp)

"E' una scommessa con delle buone probabilità di riuscita, però è sempre una scommessa, un modo diverso per rispondere a quello che era stato lo slogan di Trump, Make America Great Again, se la competizione con la Cina passa per la tecnologia e non per la produzione di bicchieri di plastica a basso prezzo". Così Gregory Alegi, docente di Storia e Politica degli Stati Uniti all'università Luiss di Roma, commenta con l'Adnkronos gli ambiziosi piani di investimenti di Joe Biden, che ha appena concluso i suoi primi 100 giorni di presidenza, con il Pil americano cresciuto del 6,4% nel primo trimestre, più della Cina.

Una crescita "su base annua che potrebbe anche accelerare con i provvedimenti nuovi", spiega Alegi: "Se la ripresa è confermata, se si torna a livelli di occupazione pre Covid, se un po' di benessere arriva anche a quelle fasce che erano trumpiane, bianchi danneggiati dalle trasformazioni dell'economia di una o due generazioni fa, l'impatto del costo di questo intervento, che è tutto finanziato a debito, ridurrà e anche le preoccupazioni sull'eccessivo deficit rientreranno".

La scommessa di Biden, prosegue Alegi, è quella di "investire nel sapere e nella conoscenza" per riportare l'America in primo piano. Se fossero solo "sussidi in forma più o meno mascherata", allora sarebbe "solo una spesa", avvisa il professore. Però Biden "sembra orientato ad un investimento in competizione strutturale non occasionale, ad andare incontro a quelli che sono i cambiamenti, ad un'economia della conoscenza".

'piano Biden rooseveltiano nel disegno, prima emergenza, poi infrastrutture e poi trasformare società'

Da storico, Alegi concorda con i tanti che, di fronte al piano di investimenti di Biden che nelle varie fasi in totale ammonta a 6mila miliardi di dollari, stanno evocando il paragone con il modo in cui Franklin Delano Roosevelt, quasi 80 anni fa, rispose alla Great Depression con il New Deal.

"Quello che c'è di rooseveltiano è il disegno, il primo è l'intervento di emergenza, il secondo fisico di infrastrutture, il terzo è reimmaginare, trasformare la società" spiega riferendosi alla nuova manovra di salvataggio da 1,9 trilioni, già approvata, al piano per le infrastrutture, da 2 trilioni, ed il piano per le famiglie, presentato nel discorso di mercoledì notte al Congresso, da 1.8 trilioni di dollari.

Con questo ultimo piano di investimenti sociali, dagli asili nido all'istruzione superiore gratuita nei community college, Biden punta ad una crescita del "patrimonio umano in un'economia sempre più basata sulla conoscenza" significa a livello individuale aumentare le possibilità di impiego ed "a livello nazionale aumentano la competitività".

'su aumento tasso mega aziende d'accordo, resistenze da medie e piccole'

Nel discorso della notte scorsa, c'e' stato però anche un altro riferimento, in negativo, ad un presidente storico, a Ronald Reagan ed alla sua 'tricke down economy", cioè i vantaggi che scendono dall'alto verso il basso tagliando le tasse ai più ricchi, che "non ha mai funzionato", ha sentenziato Biden che invece ha annunciato un aumento delle tasse per i redditi milionari, le corporation e l'aumento delle aliquote sui capital gain.

Per Alegi il mondo economico, che aveva avuto enormi vantaggi dagli tagli fiscali varati da Trump nel 2017, risponderà in modo diverso a questa mossa: "le grandissime aziende, Amazon e le altre, sono favorevoli ad essere tassate di più, la fascia che resiste è quella meno visibile, una fascia centrale di imprese abbastanza grande per le quali un milione in più un più o meno di tassazione si sente, mentre alle mega aziende tech non gli cambia nulla".

E se al Congresso al momento non sembra che vi sia possibilità di dialogo con i repubblicani sui piani di Biden, per Alegi "il Paese reale reagisce meglio di quello politico". I sondaggi sui primi 100 giorni indicano infatti che gli interventi sociali di Biden - che a differenza di Barack Obama che fu attendista "ha scelto di giocarsi subito tutte le sue cartucce" - raccolgono favori tra elettori di entrambi i partito. Forse anche tra l'elettorato bianco impoverito dalle trasformazioni economiche che è la base elettorale di Trum, perché "si rendono conto che al di là dell'ideologia l'asilo nido fa comodo".

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