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37 film e tanti incontri stellari alla nuova Festa di Roma

11 ottobre 2015 | 11.30
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Trentasette titoli selezionati, da 'Junun' di Paul Thomas Anderson a 'The Walk 3D' di Robert Zemeckis al documentario di Gianni Amelio e Cecilia Pagliarani 'Registro di classe - parte prima 1900-1960', e una serie di incontri con grandi stelle, del cinema e non solo, oltre ad importanti omaggi e retrospettive. La Festa del Cinema di Roma, apre i battenti il 16 ottobre e durerà fino al 24 ottobre, con una fisionomia completamente rinnovata, pensata più per il pubblico e meno per i critici. Niente concorso ma soltanto il premio del pubblico, meno anteprime mondiali e più attenzione ad eventi che siano davvero appetibili per gli avventori.

Tra i 37 i titoli in cartellone, si segnalano, oltre ai già citati 'Junun', 'The Walk 3D' e 'Registro di classe - parte prima 1900-1960', ci saranno anche i nuovi lavori di Baumbach e Johnnie To. Oltre ad Amelio, tre italiani, con altrettanti film 'di genere': il mèlo 'Alaska' di Claudio Cupellini; la commedia di Sergio Rubini 'Dobbiamo parlare', l’esordiente Gabriele Mainetti con 'Lo chiamavano Jeeg Robot'. Tra i cineasti omaggiati, Pasolini nel 40ennale della morte, i fratelli Taviani, Rosi, di cui Garrone presenterà 'C’era una volta'.

Sul fronte della storia del cinema, l’omaggio a Ingrid Bergman con Isabelal Rossellini, 'Tras Nazarin' per Bunuel, 'S is for Stanley', doc sull’autista italiano di Kubrick; 'Hitchock/Truffaut' di Kent Jones e le quattro ore del doc di Alex Gibney su Sinatra. Le retrospettive riguarderanno invece Antonio Pietrangeli, Pablo Larrain e la Pixar. Sulla locandina del festival campeggia Virna Lisi, testimonial della Festa a cui viene intitolato un premio, mentre 'La terrazza di Scola' verrà presentato restaurato e Gian Luigi Rondi svelerà il suo carteggio con il cinema.

Altro piatto forte della Festa saranno gli incontri con i grandi del cinema, uno ogni sera, e i duetti. Si parte con Joel Coen e Frances McDormand, che parleranno di come si gira sul set da sposati; poi sarà la volta di Jude Law, che proprio a Roma sta girando 'The Young Pope' con Sorrentino; Renzo Piano, sul rapporto tra architettura e cinema; Paolo Sorrentino, con un inedito di 15 minuti su Rio e, in chiusura, 'La grande bellezza' con 40 minuti aggiuntivi; William Friedkin e Dario Argento; la scrittrice Donna Tartt e Wes Anderson; Todd Haynes, di cui si vedrà 'Carol'; Riccardo Muti, su cinema e musica; Paolo Villaggio, per i 40 anni di Fantozzi (il primo e il secondo in cartellone); in chiusura, il duetto Carlo Verdone e Paola Cortellesi.

Quanto al red carpet, due le star già confermate che accompagneranno i film in cartellone: Ellen Page e Monica Bellucci, la quale arriverà a Roma a meno di un mese dall'uscita di 'Specre', il nuovo capitolo della saga di James Bond che la vede vestire i panni di Bond girl a 50 anni suonati.

A proposito di star sul tappeto rosso, Monda presentando la sua festa ha lamentato come “negli ultimi anni i festival si siano avvicinati troppo a delle sfilate di moda, con tutto il rispetto per le sfilate” ed ha ammesso che la rinuncia più dolorosa è stata quella “del nuovo film di Spielberg”, 'Il ponte delle spie'. Ridotti di una unità sia i giorni di programmazione, otto e non più nove, che le sale (indisponibile la Santa Cecilia, per cui “partiremo con un – 20mila biglietti”), Monda rivendica la scelta di “aver preso i film a prescindere dai talent dei film stessi”.

D'altronde le parole d'ordine del nuovo festival di Roma sono, nella sintesi del presidente Piera Detassis (al suo ritorno a Roma dopo la direzione delle prime edizioni del Roma Film Fest, "un bel ritorno -ha detto- complesso, difficile ma entusiasmante") "tessitura, ovvero relazioni con l’universo cinema tutto l’anno, e apertura alla città”. "Una minuziosa tessitura di relazioni per garantire la continuità dell'operato di Fondazione Cinema per Roma -ha specificato Detassis- e un'apertura alla città, dal centro alla periferia". L'obiettivo, per il presidente della Fondazione, è quello sì di "celebrare la festa, ma essere capaci di andare oltre l'evento trasformandolo in una vera piattaforma di lancio che non si esaurisce in nove giorni".

E per sottolineare ancora meglio il concetto di 'relazione', cita il documentario su Samantha Cristoforetti che aprirà la rassegna al Maxxi: "Non è più concepibile una navicella solitaria che fluttua da sola nello spazio, bisogna riallacciare la memoria al presente, capire e interessare il pubblico che è il nostro punto di riferimento".

Un concetto ribadito anche dal direttore Antonio Monda nell'elencare gli altri fili rossi del festival: “Non più festival, ma festa: ogni film e ospite ha già vinto, e verrà celebrato a Roma. Per questo, non ho voluto cerimonie di apertura e chiusura, madrine né premi, fuorché quello del pubblico”; “varietà di proposte, con 37 film da 24 Paesi”; “Qualità: abbiamo detto no dolorosi anche ad amici ma, con gli altri membri del comitato di selezione, abbiamo quasi sempre deciso all’unanimità”.

Infine, il budget: 10 milioni di euro il bilancio della Fondazione Cinema per Roma, che ne impiega il 38%, ovvero circa 4, per gli 8 giorni della Festa, 2,5 dei quali provenienti da sponsor privati.

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