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A Milano l'ultimo saluto a D'Ambrosio. Tra gli ex imputati solo Cusani ai funerali

01 aprile 2014 | 15.56
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Milano, 1 apr. (Adnkronos/Ign) - Folla per l'ultimo saluto a Gerardo D'Ambrosio, l'ex procuratore capo di Milano scomparso domenica scorsa. Magistrati, politici, avvocati e milanesi si sono recati a Palazzo di Giustizia per rendere omaggio al feretro, poi trasferito nella chiesa di San Pietro in Gessate di fronte al Tribunale per la celebrazione dei funerali.

Un lungo applauso ha accompagnato l'uscita del feretro dalla chiesa. In prima fila, oltre alla figlia Giuseppina e ai familiari, anche i magistrati che hanno lavorato fianco a fianco con D'Ambrosio nella sua lunga stagione di inchieste: da piazza Fontana fino a Tangentopoli. "Un uomo che ha cercato la giustizia senza fare preferenze e differenze tra le persone", ha detto il parroco Enrico Magnani nella sua omelia.

A rendere omaggio a Palazzo di Giustizia a D'Ambrosio c'erano il presidente del Senato, Pietro Grasso , l'ex segretario del Pd Pier Luigi Bersani, Rosy Bindi, il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, diversi rappresentanti delle istituzioni locali e poi gli ex colleghi della stagione di Mani Pulite: Antonio Di Pietro, Gherardo Colombo, Francesco Saverio Borrelli che precedette D'Ambrosio alla guida del pool, Paolo Ielo.

C'erano poi 'compagni' di una vita: il procuratore capo Edmondo Bruti Liberati, Francesco Greco, Ilda Boccassini, e tanti di quei pm che hanno 'affinato' la loro capacità inquirente proprio sotto i consigli di D'Ambrosio.

Ai funerali ha partecipato un solo ex imputato della stagione di Mani Pulite. E' Sergio Cusani, l'indagato simbolo di quelle inchieste che videro il pool coordinato prima da Francesco Saverio Borrelli e poi da D'Ambrosio, impegnato nella lotta contro la corruzione. Cusani si è affacciato in chiesa, quasi tra l'indifferenza generale.

Di Pietro ha ricordato così D'Ambrosio con cui per anni ha lavorato fianco a fianco: "E' stato un padre giuridico, una lente di ingrandimento su Mani Pulite, un punto di riferimento".

L'ex magistrato ha sottolineato: "Se avessero ascoltato D'Ambrosio sarebbe stato meglio tanto per il suo lavoro di magistrato che per quello di senatore. Lo hanno messo in silenzio". "Oggi la politica lo celebra - ha continuato - ma si dimentica di accogliere i suoi suggerimenti".

Francesco Saverio Borrelli , tra i protagonisti della stagione di Mani pulite ha ricordato l'amico ed ex magistrato D'Ambrosio. Una stagione, quella di Tangentopoli, in cui D'Ambrosio "ha conservato e mi ha aiutato a conservare grande serenità anche nelle avversità''. "Siamo stati destinatari non solo di fuoco nemico ma anche di fuoco amico - ha sottolineato -. Il ministero più di una volta ci ha messo sotto ispezione straordinaria sperando di poter trovare qualche irregolarità nel nostro comportamento".

Bersani ha ricordato D'Ambrosio come "un uomo di coerenza che aveva una particolare cifra umana, un uomo serio rigoroso e mite". "Era una bella persona che ha fatto il suo dovere sempre - ha aggiunto -, ha fatto anche politica dichiarandosi qualche volta deluso. Una grande professionalità e per questo sono venuto a salutarlo".

Pisapia ricorda alcuni episodi legati a D'Ambrosio: dall'omicidio di piazzale Lotto in cui l'ex procuratore capo scoprì i veri assassini fino al "sostegno alla mia presenza come sindaco a Milano". "Sapeva rasserenare tutti, magistrati, avvocati e cittadini - ha raccontato -. Era capace di essere giudice al di sopra delle parti".

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