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Alex Zanardi, 20 anni fa il terribile incidente in Germania

15 settembre 2021 | 12.43
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Lo sportivo subì l'amputazione delle gambe. Il fondatore del team Minardi di F1: "Deve farcela ancora, ci manca". Liuzzi: "Alex eroe, sua forza di volontà lo aiuterà ancora"

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Fotogramma /Ipa

Venti anni fa, il 15 settembre del 2001 al Lausitzring, in Germania, la vita di Alex Zanardi è cambiata improvvisamente. Nella gara di Champ Car, dopo una sosta ai box e nella fase di rientro in pista, la monoposto di Zanardi perde il controllo a bassa velocità su un tratto sporco e la sua Reynard Honda - praticamente ferma sulla pista - viene centrata in un impatto violentissimo dalla Forsythe guidata dal canadese Alex Tagliani. Nell’impatto, avvenuto a circa di 320 km/h, la vettura di Tagliani spezza a metà la monoposto di Zanardi, il quale subisce l’amputazione immediata di entrambe le gambe.

Quando arriva il responsabile medico della Cart, Steve Olvey, le gambe sono staccate dal corpo e il sangue cola sull’asfalto senza ostacoli. Blocca il flusso chiudendo le arterie femorali, ma Alex in quel momento ha solo un litro di sangue in corpo. Lo trasportano in elicottero all’ospedale di Berlino, ma il cappellano prima di partire gli impartisce l’estrema unzione. L’elisoccorso atterra sul tetto dell’ospedale e il chirurgo responsabile dell’ospedale lo opera la prima volta già su quel tetto. Saranno quindici le operazioni, quattro i giorni di coma, sei le settimane di ricovero. Il 31 ottobre 2001 viene dimesso dalla clinica tedesca, pronto ad affrontare la seconda parte della sua straordinaria vita. Zanardi non si arrende, recupera dall'infortunio e si reinventa.

Torna a camminare con le protesi e anche a correre in macchina, in diverse categorie. Ma la nuova passione è l'Handbike: quarto alla sua prima gara, la Maratona di New York, nel 2007. Nel 2011, conquista il record sui 42 km nella Grande Mela. A Londra arrivano i primi ori paralimpici. Quattro anni più tardi, a Rio, arrivano altri due ori e un argento nella gara in linea. Tra il 2013 e il 2019 conquista anche 12 titoli mondiali, che ne fanno il più vincente di sempre nella storia del paraciclismo. Ma la vita di Zanardi è fatta di lotta, sacrificio e sofferenza.

Il 19 giugno del 2020 Zanardi partecipa alla staffetta Obiettivo Tricolore. A San Quirico d’Orcia, in Toscana, il pilota va a una velocità compresa tra i 45 e i 50 chilometri all'ora sulla strada provinciale 146, tra Chiusi e San Quirico d'Orcia, in un tratto in discesa con una pendenza tra il 4 e il 5%. In curva, all'altezza del comune di Pienza in Val D’Orcia, Zanardi perde il controllo ribaltandosi e finendo sul camion che arriva in direzione opposta. Nel violento impatto, il campione ha perso il casco. Subito soccorso, viene operato al Policlinico Le Scotte di Siena.

Il 21 luglio 2020, trentadue giorni dopo l’incidente in handbike, Zanardi lascia l’ospedale di Siena per essere trasferito in un centro specialistico di neuro-riabilitazione di Villa Beretta a Costa Masnaga, nel Lecchese. E' qui che, da ormai un anno, l'atleta sta affrontando il suo periodo di recupero funzionale per stupire ancora il mondo dello sport e non solo.

MINARDI: "DEVE FARCELA ANCORA, CI MANCA"

"Mi ricordo come fosse ieri l'incidente di Alex al Lausitzring. Eravamo a Monza per il Gp e fu tremendo ma da quella tragedia ha saputo rinascere dimostrando una forza di volontà unica. Ora deve replicare quell'impresa. Lo vogliamo di nuovo tra noi, Alex ci manca tanto". Gian Carlo Minardi, fondatore del team Minardi di F1, ricorda così all'Adnkronos l'incidente di Alex Zanardi del 15 settembre 2001.

L’amputazione di entrambi gli arti inferiori, 16 operazioni chirurgiche e 7 arresti cardiaci non fermarono la corsa di Zanardi che ora è chiamato ad un altro recupero dopo l'incidente dello scorso anno durante una manifestazione di paraciclismo. "Alex è stato un grande pilota ma come uomo lo è stato di più, il suo esempio ha ispirato tanti ragazzi -aggiunge Minardi-. Venti anni fa la sfortuna si accanì contro di lui ma lui ha saputo ribaltare la storia, sono convinto che saprà farlo ancora".

LIUZZI: "EROE, SUA FORZA DI VOLONTA' LO AIUTERA' ANCORA"

"La notizia dell'incidente di Alex al Lausitzring fu devastante. Io avevo 21 anni è già correvo nei cart e Alex era un istituzione, aveva vinto da pochi anni due mondiali nella categoria Champ Car. Tra l'altro ebbe un incidente anomalo, fu particolarmente sfortunato. Da quella tragedia ne uscì ancora più forte, dimostrando doti umane straordinarie che lo hanno fatto diventare un eroe per il nostro Paese". Vitantonio Liuzzi, ex pilota di F1, ricorda così all'Adnkronos l'incidente

"Alex è un esempio di forza di volontà e voglia di vita che sono sicuro lo aiuteranno nel vincere quest'altra battaglia, ancora più dura, che sta combattendo da oltre un anno", aggiunge Liuzzi.

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