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Allarme Chikungunya, 'zanzara tigre attiva fino a ottobre'

22 settembre 2017 | 18.19
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(Fotogramma)

In Italia la zanzara tigre è in genere attiva da marzo ad ottobre. La 'conquista' di areali di distribuzione al di fuori delle fasce tropicali le ha comportato la necessità di adattarsi per poter passare l'inverno. Il mantenimento della specie nelle aree con inverni freddi è garantita dalla sopravvivenza di uova che entrano in diapausa, bloccano cioè la loro maturazione nei mesi invernali per riattivarsi poi in primavera. A fare il punto sulla diffusione delle zanzare tigre e sui rischi legati alla loro puntura è la Simit, Società malattie infettive e tropicali.

Ad oggi il Seresmi, servizio regionale di sorveglianza malattie infettive, ha registrato in totale 92 notifiche di casi di Chikungunya, 6 in più rispetto all'ultima rilevazione effettuata nella giornata di 48 ore fa a mercoledì. "La zanzara tigre (Aedes albopictus) si è meritata una posizione di rilievo tra le cento specie invasive più pericolose al mondo - evidenzia Massimo Galli, professore ordinario di Malattie infettive all'Università di Milano e vice presidente della Simit - In opportune condizioni di temperatura ed umidità, la femmina adulta vive 30-40 giorni. La distribuzione locale e la dimensione delle popolazioni di albopictus è determinata da variabili ambientali quali la temperatura media del mese di gennaio, la temperatura media annua e le precipitazioni annuali".

Galli spiega che "la possibilità di contenimento in contesto urbano della attuale epidemia di Chikungunya dipende molto dalle condizioni climatiche delle prossime settimane. Dalla capacità di ridurre i contesti favorevoli alla deposizione delle uova e alla sopravvivenza delle stesse all'inverno dipendono le sorti sia della diffusione prossima della malattia, sia della consistenza delle popolazioni di zanzare il prossimo anno. Per il momento, i repellenti per insetti possono offrire un opzione di difesa individuale, specie nelle aree in cui la zanzara tigre risulta più abbondante".

"Se la temperatura media in gennaio è localmente inferiore allo zero vengono in gran parte compromesse le uova deposte l'anno prima. Una temperatura media annua superiore agli 11 gradi è invece fattore - spiega - che favorisce la sopravvivenza delle uova e il mantenimento nell'area interessata di popolazioni attive di zanzare. Per prosperare, infine, la zanzara tigre necessita di una precipitazione annua maggiore ai 500 mm".

"La zanzara tigre è prevalentemente antropofilica, le femmine della specie preferiscono cioè pungere gli umani. Può però avere un ruolo nella trasmissione della dirofilariosi tra cane e uomo - continua Galli - Ad ogni pasto ematico assume meno sangue di quanto le necessita per deporre le uova, e pertanto tende a pungere più volte e persone diverse, aumentando la probabilità di trasmissione delle infezioni di cui può essere vettore. Per deporre le uova le femmine cercano di trovare un surrogato delle cavità naturali degli alberi dove la specie le deponeva nelle sue aree d'origine. Questo vuol dire - continua lo specialista - che in ambiente urbano le zanzare sceglieranno qualsiasi oggetto in cui possa formarsi una raccolta d'acqua. Le uova possono infatti resistere in ambiente secco per oltre 6 mesi, ma hanno bisogno di acqua per schiudersi".

"La zanzara tigre è molto stanziale e se non viene trasportata da vento forte, trascorre l’intera sua vita nel raggio di meno di 200 metri dal punto dove è stato deposto l'uovo da cui è nata. Il contenimento di questa specie di zanzara è considerato molto difficile. Il controllo è principalmente basato sull'uso di larvicidi o sulla dispersione ambientale di insetticidi (piretroidi o organofosforici) per l'eliminazione degli adulti. Questi interventi - precisa - presentano limiti non solo per il costo elevato, ma anche perché la zanzara potrebbe essere resistente o sviluppare successivamente resistenza ad alcuni degli insetticidi utilizzati. Importanza strategica hanno inoltre la scelta dei tempi di disinfestazione e la sincronia degli interventi nella stessa area".

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