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Allarme terrorismo, la Questura di Roma alle redazioni: "Blindate gli ingressi"

14 gennaio 2015 | 13.38
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Dopo il tragico attentato alla sede di Charlie Hebdo, predisposto un piano che prevede " un rafforzamento delle misure di sicurezza per gli obiettivi sensibili più a rischio". Alfano: "I fatti su cui indaga la procura della capitale non sono connessi a Parigi"

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(Infophoto) - INFOPHOTO

Le redazioni giornalistiche si dotino "delle più idonee misure di sicurezza passiva, quali blindature di ingressi e/o metal detector e sistemi di videosorveglianza da collegare con le sale operative della Polizia di Stato o con quella del Comando Provinciale dei Carabinieri". E' l'invito della Questura di Roma, che, dopo il tragico attentato alla redazione del settimanale satirico francese Charlie Hebdo, annuncia di aver "predisposto e reso operativo un piano, coordinato con le altre forze di Polizia, che prevede un rafforzamento delle misure di sicurezza per gli obiettivi sensibili più a rischio" alla luce "dei recenti avvenimenti occorsi in Francia e dell’esigenza di prevenire eventuali analoghi episodi".

Tuttavia, "al fine di rendere ancora più efficaci le misure adottate", la Questura invita appunto "gli organismi di stampa a dotarsi, laddove non si sia già provveduto, delle più idonee misure di sicurezza passiva".

Intanto, il ministro dell'Interno Angelino Alfano a Radio Anch'io, in riferimento ai 10 indagati sospettati di avere legami con la Jihad, ha precisato che ''la procura di Roma valuterà'' i profili di responsabilità ma ''i fatti segnalati non sono connessi alla vicenda di Parigi, sono precedenti''.

Alfano ha poi anticipato alcune delle nuove norme contro i 'foreign fighters' contenute nel pacchetto antiterrorismo che il ministro dell'Interno porterà "il più presto possibile" in Consiglio dei ministri. "Nel momento in cui qualcuno va a prendere un aereo per combattere in un teatro di guerra straniero, rischierà fino a 10 anni di carcere", ha annunciato.

''Fino ad oggi - ha ricordato Alfano - in base all'ordinamento penale italiano era punibile solo il reclutatore o l'organizzatore dell'associazione, non il singolo combattente''. Inoltre, per prevenire il rischio terrorismo in Europa, ha rimarcato il titolare del Viminale, "voglio portare avanti l'idea di una registrazione del nome dei passeggeri: quelli che attraversano i confini di Schengen devono essere registrati". "Rivolgo quindi un appello al Parlamento europeo - ha proseguito - affinché approvi la direttiva sul Pnr ('Passenger Name Record'), che imporrebbe alle compagnie aeree di registrare e lasciare per un po' di tempo registrati i nomi dei passeggeri che attraversano la frontiera di Schengen".

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