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Salvini: "Sentenza vergognosa". Anm: "Rischio clima odio"

03 luglio 2019 | 10.24
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Il vicepremier: "Scarcerazione mi provoca tanta rabbia". Associazione magistrati: "Quando un provvedimento è sgradito al ministro dell'Interno scatta accusa a magistrato di fare politica". Csm chiede pratica a tutela della gip

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(IPA/FOTOGRAMMA)

Scintille Anm-Salvini su Carola Rackete. L’Associazione Nazionale Magistrati registra, "ancora una volta, commenti sprezzanti verso una decisione giudiziaria, disancorati da qualsiasi riferimento ai suoi contenuti tecnico-giuridici, che rischiano di alimentare un clima di odio e di avversione, come dimostrato dai numerosi post contenenti insulti e minacce nei confronti del Gip di Agrigento pubblicati nelle ultime ore", dopo che non è stato convalidato l'arresto della comandante della Sea Watch, escludendo il reato di resistenza e violenza a nave da guerra. "Quando un provvedimento risulta sgradito al ministro dell'Interno - spiega con una nota la Giunta esecutiva centrale dell'Anm - scatta immediatamente l’accusa al magistrato di fare politica".

"Appare poi estremamente grave - sottolinea ancora l'Associazione magistrati - la prospettazione di una riforma della giustizia finalizzata a selezionare i magistrati, in modo che assumano esclusivamente decisioni gradite alla maggioranza politica del momento".

I giudici, nei tribunali e nelle corti, "applicano le leggi interpretandole secondo la Costituzione e le norme sovranazionali. Questo è il loro dovere in uno Stato di diritto e in una democrazia liberale e - conclude la nota - costituisce ineludibile garanzia per la tutela dei diritti e delle libertà di tutti i cittadini".

SALVINI - A stretto giro la replica del vicepremier. "Io non entrò in casa altrui, però con quello che stiamo leggendo sulle spartizioni di poltrone e procure a cura di qualche magistrato penso che siano gli ultimi che possano dare lezioni di morale a chiunque" dice il ministro dell'Interno rispondendo alle accuse dell'Anm. "Sentire che Salvini è il problema di questo paese mi sembra veramente folle".

Parlando poi ancora della scarcerazione della capitana, Salvini ribadisce: "Una decisione vergognosa. La scarcerazione mi provoca tanta rabbia e tanta vicinanza agli uomini e alla donne in divisa. Una scelta incredibile con motivazioni incredibili".

E in mattinata, in un tweet dedicato alla mancata convalida dell'arresto di Carola Rackete, ha scritto: "Urge riformare la giustizia, selezionare e promuovere chi la amministra in Italia e cambiare i criteri di assunzione perché questa non è la giustizia che serve a un Paese che vuole crescere".

CSM - Una pratica a tutela del gip Vella è stata chiesta al Comitato di presidenza di Palazzo dei Marescialli dai consiglieri togati del Csm. Il gip, in seguito alla decisione, è stato oggetto di critiche anche da parte del ministro dell'Interno Matteo Salvini.

"Le dichiarazioni - sottolineano i consiglieri togati del Csm nella richiesta - non si limitano ad una critica, sempre legittima, del merito del provvedimento, ma costituiscono commenti sprezzanti che trascendono in insulti che alimentano un clima di delegittimazione ed odio nei confronti del gip di Agrigento, come si evince dal tenore dei numerosi post di minacce e insulti pubblicati sui social nelle ultime ore".

"Al provvedimento adottato dal Gip di Agrigento - si legge nel documento sottoscritto dai consiglieri di tutti i gruppi - hanno fatto seguito le dichiarazioni di alcuni esponenti politici e delle istituzioni del seguente tenore: 'Quella di stasera è una sentenza che non fa onore e non fa bene all'Italia'; 'Tutto si risolve in una pacca sulla spalla e magari un bicchiere di vino con la signorina bianca, tedesca e ricca, un po' annoiata'; 'Per la magistratura italiana ignorare le leggi e speronare una motovedetta della Guardia di Finanza non sono motivi sufficienti per andare in galera'; 'La vita di un finanziere vale meno della vita di un clandestino, è una bella responsabilità che questo giudice si è preso, e questo è follia, non è indipendenza della magistratura, è follia'; 'Il dramma è che ci sia un uomo di Stato, quali i giudici sono, che dà ragione alle Ong'; 'Avere liberato Carola Rackete è stata una scelta sconcertante. Si aggrediscono i militari italiani e la magistratura lascia correre'". Per questo, si legge ancora nella richiesta dei togati, "si impone l’esigenza dell’intervento del Consiglio a tutela dell’indipendenza ed autonomia della giurisdizione".

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