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Aylan, arrestate 4 persone in Turchia per omicidio

03 settembre 2015 | 15.53
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(Foto Infophoto)

Le autorità turche hanno arrestato quattro persone sospettate di responsabilità nella morte di Aylan al-Kurdi, il bimbo siriano di tre anni trovato senza vita sulla spiaggia di Bodrum, in Turchia, la cui foto è stata pubblicata oggi sulle prime pagine dei tutti giornali di tutta Europa, diventando il simbolo della tragedia dell'immigrazione. Con lui sono morti altri 11 migranti che stavano tentando di raggiungere l'Europa su un barcone. Lo ha riferito l'agenzia di stampa turca Dogan, precisando che i quattro arrestati hanno tra i 30 e i 41 anni e apparentemente sono di nazionalità siriana. Tra le persone finite in manette figura anche il capitano del barcone. Sono accusati di omicidio e di traffico di migranti. Già nel pomeriggio - precisa la Dogan - dovrebbero comparire davanti al giudice.

Intanto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha accusato gli Stati dell'Ue di aver trasformato il Mediterraneo in un "cimitero per migranti". "Il paesi europei - ha detto, in un discorso ad Ankara - che hanno fatto del Mediterraneo, culla delle antiche civiltà, un cimitero per migranti, partecipano al crimine che si commette ogni volta che un rifugiato perde la vita".

"Il paesi europei - ha aggiunto - che hanno prodotto i criteri base per i diritti umani e le libertà, ora voltano le spalle a questi principi". La Turchia ospita 1,8 milioni di rifugiati siriani, ma per Erdogan "non è corretto lasciare sulle nostre spalle il peso di un problema che è di tutto il mondo".

Il presidente ha quindi ricordato la morte di un bimbo siriano di tre anni sulle coste turche, in seguito a un naufragio. "L'intera umanità - si è chiesto - renderà mai conto per quel bimbo di tre anni morto sulle nostre coste?". "Sono i valori che ci hanno resi quello che siamo che sono annegati - ha aggiunto - Ogni corpo arrivato sulle nostre coste apre una grande ferita nei nostri cuori. Ma un sistema mondiale che perde il suo senso della misericordia non può essere un rimedio per i mali dell'umanità".

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