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Bce, tassi fermi al minimo storico. Draghi: "Pronti a nuove azioni"

06 marzo 2014 | 15.57
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Nessuna sorpresa dalla riunione mensile del Consiglio direttivo della Bce che ha deciso di lasciare invariati i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale rispettivamente allo 0,25%, allo 0,75% e allo 0,00%.

I tassi di interesse resteranno "a questo livello o più bassi" per un periodo "lungo", ha detto il presidente della Bce, Mario Draghi aggiungendo che la decisione di mantere i tassi fermi e confermare la forward guidance dipende dalla percezione di un quadro macroeconomico "sostanzialmente confermato". E conferma l'attenzione all'evoluzione dello scenario economico e "valuta tutti gli strumenti a disposizione, restando pronta ad adottare nuove azioni se necessario".

"La moderata ripresa dell'economia dell'area dell'euro sta procedendo in linea con le nostre precedenti valutazioni", ha aggiunto Draghi sottolineando che restano "rischi al ribasso sulla crescita", evidenziando che derivano soprattutto dalla possibilità di una "minore ripresa" della domanda interna e da "un rallentamento" nell'attuazione delle riforme strutturali. Per il 2014 in ogni caso gli analisti della Bce hanno rivisto "leggermente al rialzo", all'1,2%, le stime macroeconomiche di crescita del Pil dell'Eurozona. Mentre per il prossimo anno la stima è di un Pil in crescita dell'1,5% e dell'1,8% nel 2016. La Bce ha invece rivisto leggermente al ribasso (all'1,0%) le stime per l'inflazione 2014 nell'Eurozona., mentre le previsioni per il 2015 sono dell'1,3% e dell'1,5% per il 2016 (con un picco a fine 2016 del +1,7%).

L'Eurozona ha fatto registrare "progressi nella riduzione degli squilibri fiscali" e, ora, "non vanno pregiudicati gli sforzi di consolidamento fatti". Le strategie fiscali dei singoli Paesi "devono essere in linea con il Patto di Stabilità", ha detto ancora Draghi, spiegando di "accogliere con favore" i richiami di ieri della Commissione Ue sugli squilibri economici.

Quanto alla disoccupazione in Eurozona "resta ancora alta". E resta indispensabile che gli Stati membri portino avanti le loro riforme per "alimentare la creazione di posti di lavoro". E "sulla necessità di mantenere una certa politica monetaria, anche nel caso di miglioramenti del mercato c'è stato nel Consiglio direttivo della Bce un vasto consenso, ma non l'unanimità", ha rivelato il presidente della Bce Mario Draghi, in conferenza stampa, evidenziando come nell'economia delli'Eurozona persista ancora una "bassa capacità di utilizzo".

Infine, parlando del Fondo monetario internazionale: "Dovrebbe, e potrebbe, creare una rete di sicurezza per proteggere le economie emergenti dalle ricadute" delle scelte di politica monetaria delle economie sviluppate. E ammette che "non possiamo ignorare il fatto che le nostre decisioni di politica monetaria hanno ricadute" su paesi terzi.

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