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Mobilità: bici in treno, Emilia Romagna promuoverà abbonamento nazionale

22 gennaio 2015 | 14.39
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"Dubbi su gratuità ma ci proviamo". Assessore Raffaele Donini incontra promotrice petizione su Change e associazioni.

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Poluzzi consegna a Donini la raccolta firme

Primo successo per la petizione, promossa su Change.org, che chiede il trasporto di bici sui treni a livello nazionale: "l'Emilia-Romagna porterà in conferenza delle Regioni la questione, si tratta di una vertenza che va risolta una volta per tutte a livello nazionale". Lo ha detto, secondo quanto si apprende, l'assessore regionale ai Trasporti, Raffaele Donini, durante un incontro con la promotrice della petizione, Sara Poluzzi, e rappresentanti di #salvaiciclisti e Fiab. In seno alla conferenza l'Emilia-Romagna, ha ricordato Donini, ha il mandato per la mobilità, da qui la promessa di un "impegno di livello nazionale per uniformare le condizioni di utilizzo del trasporto bici da regione a regione".

La petizione sfiora le 56.000 firme, ha ragionato Donini, e "mostra l'eco di una volontà popolare che va ascoltata ". Mentre per quel che riguarda la regione, dove la petizione è nata proprio perché era stato annullato l'abbonamento annuale che consentiva il trasporto delle bici sui treni, con un aggravio notevole per gli utenti del servizio (da 122 a poco meno di 800 euro l'anno) "l'assessore ci ha assicurato -spiega Simona Larghetti di #salvaiciclisti- che si impegnerà nel migliorare il servizio, ma speriamo che arrivi un segnale forte. Il trasporto gratuito sarebbe una risposta degna di un regione che è sempre stata all'avanguardia nella logistica".

Nel frattempo l'assessore si è impegnato a trovare un accordo con Trenitalia per il ripristino degli abbonamenti in "poche settimane". Restano dei dubbi sulla possibilità di trasporto gratuito ma Donini "ha asicurato un impegno a verificarne la fattibilità", dice Larghetti.

"Mi ha fatto piacere poter portare in così breve tempo dall'avvio della petizione la nostra istanza alle istituzioni -dice all'Adnkronos Sara Poluzzi, la promotrice-. Ora attendiamo segnali concreti per poter verificare in concreto la volontà di investire sulla intermodalità e di cambiare rotta. Questa velocità di risposta è motivata anche dalla trasversalità e dalla dimensione del consenso che stiamo acquisendo, perciò occorre continuare a coinvolgere altre persone, altre voci, informare, trasmettere, condividere sempre più a livello nazionale. Più saremo e più sarà difficile ignorarci".

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