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Bitcoin: L’apparente mercato rialzista e l’ombra del regolatore

01 febbraio 2023 | 11.02
LETTURA: 3 minuti

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in collaborazione con: Crypto News

Sulla scia di un’entusiasmo ritrovato, il prezzo di bitcoin ha toccato nuovamente l’importante soglia psicologica dei $20,000, restituendo slancio all’intero mercato delle criptovalute.

Sebbene il mercato dei criptoasset è noto per la sua volatilità ed incertezza, quello che sembra mostrarsi agli investitori è il principio di un trend di mercato in ripresa dopo mesi di calo.

Tuttavia, nonostante il prezzo di Bitcoin sembri guidare l’inizio di una fase rialzista, bisogna guardare alla valutazione dell’asset nella loro globalità. Infatti, la performance dell'ultimo anno nel mercato delle critpovalute è stata generalmente in calo, con una perdita tra il 70% e il 95% circa dai massimi a seconda della criptovaluta in esame.

Ad esempio, Bitcoin aveva raggiunto $64,000 dollari ed una capitalizzazione di mercato ben al di sopra il trilione. Cifre spaventose che sembrano lontane anni luce dalle attuali quotazioni attorno ai $20,000.

Nella loro graduale discesa, inoltre, le infelici news del settore hanno mostrato la fragilità dei vari asset. Ad esempio, il recente fallimento di FTX ha dato un duro colpo all’intero mercato, mettendo in discussione la validità dei vari progetti e richiamando l’attenzione delle istituzioni per la regolamentazione del settore.

In altre parole, sebbene il prezzo delle criptovalute stia dando segni di ripresa, è bene controllare gli entusiasmi, guardando alle performance di mercato con un occhio lucido e considerando tutte le variabili in gioco.

Diversi analisti del settore concordano nel ritenere che le criptovalute non siano più degli asset decorrelati dalla situazione macroeconomica globale, sia a livello di domanda che di offerta.

Ad esempio, la crescita dei tassi di interesse, i cambiamenti nella politica monetaria e le notizie geopolitiche possono avere un impatto significativo sulla performance dei vari asset. Inoltre, Bitcoin e co. devono ancora confrontarsi con la regolamentazione del settore nelle varie aree geografiche del pianeta.

In generale, il mercato delle criptovalute è un ambiente in continua evoluzione e le preoccupazioni del regolatore dovranno concretizzarsi presto o tardi con normative chiare e specifiche.

Il regolatore potrebbe guastare la festa

Nonostante i movimenti di prezzo di Bitcoin e le prospettive a lungo termine delle criptovalute, questi asset rimandono sotto lo scrutinio degli enti regolatori a causa delle preoccupazioni riguardo il loro utilizzo nel riciclaggio di denaro e per le frodi finanziarie.

Il riciclaggio di denaro è una delle principali preoccupazioni degli enti regolatori, poiché le criptovalute offrono una certa anonimità e facilità di trasferimento, il che le rende un mezzo attraente per i criminali per nascondere i profitti illeciti. Inoltre, le frodi finanziarie sono un'altra preoccupazione significativa, poiché le criptovalute sono spesso utilizzate come mezzo per raccogliere fondi scavalcando le normative dei paesi.

Tuttavia, da qualche anno è ormai evidente come gli enti regolatori stiano lavorando per individuare e prevenire queste attività illegali, regolamentando un mercato e degli asset dai tratti unici. Ad esempio, la Financial Action Task Force (FATF) ha stabilito linee guida per gli exchange di criptovalute per prevenire il riciclaggio di denaro.

In Europa, lo scetticismo riguardo le criptovalute comprende anche il loro valore intrinseco e la loro utilità. A riguardo, sono ben note le dichiarazioni della presidente della Banca Centrale Europea Christine Lagarde riguardo il ruolo delle criptovalute nello scenario finanziario.

Inoltre, considerando il pressante problema del cambiamento climatico, il ruolo delle criptovalute è messo ulteriormente in discussione visto il consumo energetico correlato alla creazione di alcuni asset.

Ciò che è certo, a questo punto, è che il mercato delle criptovalute e le relative quotazioni dovranno presto confrontarsi con la regolamentazione. Questo non deve essere visto necessariamente come un male però. Infatti, un quadro normativo chiaro e definito potrebbe portare chiarezza aprendo il mercato ad altri investitori e alla creazione di nuovi strumenti.

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