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Brusaferro: "Rt preoccupa, servono misure per Natale"

18 dicembre 2020 | 18.25
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"L'indice Rt aumenta e questo è un elemento di grave preoccupazione. Servono misure in fretta". Sono le parole del professor Silvio Brusaferro, presidente dell'Istituto superiore di sanità, che fotografa così il quadro dell'emergenza coronavirus in Italia nella conferenza sull'analisi dei dati del Monitoraggio Regionale. Brusaferro evidenzia l'importanza di adottare misure ''tempestive'' nel periodo di Natale per arginare la diffusione del coronavirus.

"Abbiamo 3 regioni in scenario 2, vuol dire che hanno il limite inferiore di Rt significativamente superiore a 1. Questa è la novità di questa settimana: abbiamo un Rt che cresce. A livello di paese si muove da 0.82 a 0.86, in alcune regioni supera 1. E' un movimento importante, sappiamo che l'indice Rt è il primo indicatore a muoversi, seguito dai nuovi casi, dai ricoveri e dai decessi. Un aumento dell'indice Rt è un elemento di grave preoccupazione, vuol dire che la trasmissione dell'infezione sta riprendendo quota. E partiamo da un livello di incidenza piuttosto elevato. E' importante essere tempestivi nell'adozione delle misure", dice Brusaferro.

"La preoccupazione si coniuga con le prossime giornate, con la prospettiva delle prossime settimane: sono periodi tradizionalmente caratterizzati da mobilità e interazioni, questi sono elementi che favoriscono la circolazione del virus. E' importante utilizzare questo periodo per contrastare immediatamente le tendenze che abbiamo individuato. Le misure vanno adottate tempestivamente", ribadisce.

"In Europa abbiamo una situazione omogenea: Francia, Spagna e Regno Unito, insieme alla Germania e all'Olanda, hanno numeri in crescita, altri come la Svezia ancora più elevati. Trend che in qualche modo caratterizza tutta l'Europa", osserva.

In Italia, "l'età media" dei soggetti contagiati "è costante poco sotto i 50 anni. Le fasce della popolazione più colpite sono tra i tra i 15 e i 70 anni. Oltre il 50% delle persone diagnosticate è asintomatica", ha detto. L'incidenza di casi "è di 166,12 ogni 100mila abitanti: in decrescita, ma ancora molto alta. Al di sopra di una certa soglia -evidenzia - resta impossibile tracciare tutti i casi".

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