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Campania: Coldiretti e Terranostra, puntare su vero agriturismo

30 marzo 2017 | 09.58
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Presentata, da Terranostra e Coldiretti Campania alle istituzioni e ai soci la proposta di modifica alla legge regionale 15/08 sulla disciplina dell’agriturismo e al successivo regolamento. Il convegno, che si è tenuto a Torre del Greco, è stato la tappa conclusiva di un tour regionale che ha toccato tutte le province. L’obiettivo condiviso in un processo partecipativo 'dal basso' è stato spingere la valorizzazione del vero agriturismo nella regione, mettendo un argine alla concorrenza sleale e alla perdita di credibilità che questo importante comparto agricolo rischia di subire a causa del mancato rispetto delle regole e di un sistema di controlli strabico.

Ha aperto i lavori Gennaro Granata, delegato di Coldiretti Giovani Impresa Campania, seguito dalle relazioni di Manuel Lombardi, presidente regionale di Terranostra, e Maria Tortoriello, area legale di Coldiretti Campania. A seguire gli interventi di Filippo Diasco, direttore generale assessorato alle Politiche agricole della Regione Campania, e di Loredana Raia, consigliere regionale e componente della commissione Agricoltura.

Ad illustrare il nuovo corso degli agriturismi Campagna Amica sono stati Diego Scaramuzza e Toni De Amicis, presidente e segretario nazionale di Terranostra. Ha arricchito la mattinata di lavori l'intervento di Raffaele Borriello, direttore generale di Ismea. Le conclusioni sono state affidate al vicepresidente nazionale di Coldiretti, Gennarino Masiello.

“Questa proposta, seppure migliorabile, è il frutto prezioso - ha sottolineato il presidente Lombardi - di un rapporto autentico tra Terranostra e gli imprenditori agrituristici. Abbiamo raccolto le osservazioni di tutti, da cui è emersa una richiesta chiara e semplice: valorizzare il vero agriturismo contro l’abuso che spesso e volentieri se ne fa. I concetti chiave del testo che affidiamo alla commissione Agricoltura della Regione sono distintività, autenticità e tracciabilità.

"Vogliamo che l’agriturismo - ha avvertito - sia valorizzato ma rispettando l’obbligo ad essere altra cosa rispetto alla ricettività tradizionale. Per farlo, deve essere distinguibile anzitutto la figura di agricoltore, che è la premessa per essere operatore agrituristico, che sappia raccontare il proprio territorio. Chiediamo una trasparenza totale sulle materie prime che vengono messe a tavola, indicando espressamente le aziende agricole regionali fornitrici dei prodotti non provenienti dall’agriturismo. Una filiera agricola che deve essere corta e colta”.

“Coldiretti e Terranostra - ha spiegato il presidente Masiello - hanno avuto il coraggio di prendere una posizione rispetto a una condizione reale, fin troppo ignorata. E lo hanno fatto con la proposta e non con la protesta. Si sono assunti la responsabilità di mettere nero su bianco una traccia di lavoro che guarda alle opportunità che possono nascere, ma dicendo chiaramente che l’agriturismo autentico va difeso e tutelato, a beneficio dell’agricoltura in generale e dei territori. Gli operatori agrituristici sono i veri ambasciatori del patrimonio agroalimentare, aggiungendo alla qualità dei prodotti il racconto straordinario di una storia di saperi. Una revisione delle norme è necessaria perché l’agricoltura ha fatto salti in avanti enormi negli ultimi vent’anni, rappresentando oggi l’argine vero all’abbandono dei territori. Con l’agriturismo distintivo e la vendita diretta di qualità Coldiretti intende tracciare gli elementi peculiari di una nuova agricoltura”.

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