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Carceri: Sappe, fallimento politiche penitenziarie Dap

05 giugno 2014 | 17.17
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"Mi sembra di poter dire che, sebbene l'Italia risulti di fatto inadempiente rispetto alla sentenza Torreggiani della Corte europea per i diritti dell'uomo, il rinvio al giugno 2015 per un'ulteriore valutazione sull'attuazione delle misure decise dal governo per affrontare il problema del sovraffollamento segna il fallimento delle politiche penitenziarie adottate dal Dap, Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria. Perché se il numero dei detenuti è calato, questo è la conseguenza del varo - da parte del Parlamento - di 4 leggi svuota carcere in poco tempo''. E' il commento del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe, per voce del leader Donato Capece, alle valutazioni del comitato dei ministri del Consiglio d'Europa sul problema del sovraffollamento carcerario.

''Ma il Dap -prosegue il Sappe- non ha migliorato le condizioni di vivibilità nelle celle, perché ad esempio il numero dei detenuti che lavorano è irrisorio rispetto ai presenti. Occorre dunque rivedere il sistema dell'esecuzione penale il prima possibile, altro che vigilanza dinamica nelle galere. E allora serve una nuova guida all'Amministrazione Penitenziaria, capace di introdurre vere riforme all'interno del sistema a partire dal rendere obbligatorio il lavoro in carcere". (segue)

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