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Ambiente: Wwf lancia la campagna #CariUmani

09 dicembre 2020 | 10.44
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Il Wwf lancia oggi la campagna #CariUmani, in cui il mondo della natura parla direttamente all’uomo per mezzo della voce e del volto dell’attore Giacomo Ferrara, perché chieda un impegno reale ed efficace agli Stati Membri dell’Ue che si riuniranno domani per discutere dell’obiettivo di riduzione delle emissioni di CO2 al 2030, come tappa decisiva per arrivare alla neutralità climatica entro il 2050.

Il cambiamento climatico mostra i suoi effetti negativi sia sulla salute umana che su specie e habitat: secondo il Living Planet Report 2020 che misura lo stato della biodiversità globale, entro la fine del secolo, a causa del solo cambiamento climatico, fino a un quinto delle specie selvatiche nel mondo sarà a rischio di estinzione.

Raccontata dalla voce di Giacomo Ferrara e realizzata dall’agenzia Plural, la campagna #CariUmani è la chiamata urgente a cittadini e istituzioni per costruire insieme un futuro più vivibile per tutti, proprio attraverso la voce del mondo della natura.

Gli scienziati sono concordi nel confermare che quasi l’86% del carbonio che viene liberato in atmosfera (circa 36,7 GtCO2) è provocato dai processi di combustione dei combustibili fossili (carbone, petrolio e gas).

Nel 2019 la concentrazione di CO2 in atmosfera ha raggiunto le 410 parti per milione. L'ultima volta che la Terra ha sperimentato una concentrazione paragonabile di CO2 è stata 3-5 milioni di anni fa, quando la temperatura era più calda di 2-3°C e il livello del mare era di 10-20 metri più alto di adesso.

La soglia globale di 400 parti per milione era stata superata nel 2015. E solo quattro anni dopo, abbiamo superato le 410 ppm. Un tale tasso di incremento non si era mai visto nella storia dei nostri record.

È dunque più che mai urgente prendere decisioni concrete a livello istituzionale, che mirino ad azzerare l’uso di combustibili fossili con la definizione di un nuovo target di riduzione delle emissioni di CO2 al 2030 davvero ambizioso: il Wwf aveva chiesto di ridurre le emissioni di almeno 65% per essere in linea con le indicazioni della comunità scientifica, ma la Commissione Ue ha proposto solo il 55% -in realtà meno, contando i pozzi di carbonio- mentre il Parlamento Europeo è stato più ambizioso con il 60% senza scappatoie.

Bisogna puntare decisamente all’utilizzo di energie rinnovabili come fonte del 100% dell’approvvigionamento, nel contempo mirando al risparmio. La trasformazione economica ed energetica è la strada obbligata per evitare gli effetti più devastanti del cambiamento climatico e non può più essere rinviata se si vogliono raggiungere gli obiettivi dell'Accordo di Parigi.

Serve un'azione urgente e concertata da parte di ciascuno di noi, delle comunità e delle città, delle imprese, di tutti i Paesi. Una parte sostanziale di questo processo può essere realizzata attraverso l'aumento esponenziale delle politiche a favore delle energie rinnovabili dell’efficienza energetica e del trasporto pubblico e comunque dolce ed elettrico, aspetti strategici di una giusta transizione che tenda al raggiungimento di un’economia davvero a carbonio zero.

“Se con l’innalzamento della temperatura media globale di circa 1°C vediamo aumentare l’intensità, la ferocia e la frequenza dei fenomeni in questo modo, cosa succederà con 2, 3 o 4 gradi centigradi? - dice Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del Wwf Italia - Troppo pochi dei nostri decisori economici e finanziari sanno interpretare questi segnali, o, peggio ancora, alcuni scelgono di ignorarli. Invece, dobbiamo agire subito concretamente, a cominciare dalla definizione di obiettivi chiari per azzerare l’uso di combustibili fossili”.

“Non sarà sufficiente guardare solo alle soluzioni tecnologiche, occorre un cambiamento dei modelli di consumo a tutti i livelli o, mantenendo l’attuale stato delle cose, non rispetteremo gli obiettivi dell’accordo di Parigi, di cui il prossimo 12 dicembre, si celebrano i primi 5 anni dal varo, cioè quello di contenere il riscaldamento globale ben al di sotto dei +2°C, puntando a non superare +1,5°C. L’era dei tentennamenti è finita, ora comincia quella del coraggio e della determinazione a salvare il futuro”, conclude.

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