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Caso Berlusconi a 'Quarta Repubblica', Esposito annuncia querele

07 luglio 2020 | 16.05
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Il giudice Antonio Esposito annuncia querele dopo la puntata di 'Quarta Repubblica' andata in onda ieri sera nel corso della quale si è discusso della vicenda del processo Mediaset, della sentenza di condanna per Silvio Berlusconi emessa il 1 agosto del 2013 dalla sezione feriale della Corte di Cassazione, di cui Esposito era presidente, alla luce delle polemiche nate dalla diffusione dell'audio del giudice relatore della sentenza, Amedeo Franco.

"Ho ricevuto mandato dal dottor Antonio Esposito di adire le vie legali nei confronti di tutti coloro che si siano resi responsabili della gravissima diffamazione ai suoi danni posta in essere nel corso della trasmissione andata in onda ieri sera su Rete 4 'La Quarta Repubblica', scrive il difensore di Esposito, l'avvocato Antonio Grieco. Il legale denuncia "numerose faziosità, distorsioni e omissioni di cui è infarcita la diffamatoria trasmissione" precisando di limitarsi "in via esemplificativa ma non limitativa, a segnalarne" alcune.

Innanzitutto, l'episodio delle dichiarazioni raccolte da uno dei legali di Berlusconi, allegate al suo ricorso alla Cedu, "da un bagnino termale, un cameriere e uno chef di un albergo di proprietà dell’ex sindaco di Lacco Ameno, parlamentare di Fi, coordinatore regionale di FI, legatissimo al Berlusconi, con le quali i tre dipendenti accusavano Esposito di avere 'di continuo' usato espressioni volgari e minacciose riguardanti il predetto Berlusconi". L'avvocato Grieco ritiene, "estremamente grave" il fatto che "il conduttore ha omesso di dare notizia della fondamentale circostanza che il dottor Esposito, come venne a conoscenza di tali dichiarazioni, ebbe a sporgere querela nei confronti dei tre dipendenti per le false affermazioni a lui attribuite e dai lui mai fatte, e ha omesso altresì di ricordare che, a seguito di tale querela, fu istaurato procedimento penale attualmente pendente presso la Procura della Repubblica di Napoli".

L'altra circostanza richiamata dal legale riguarda il fatto che in trasmissione sia stato mostrata una parte della copertina del fascicolo processuale a carico del Berlusconi documento da cui risultava che la prescrizione per il processo Mediaset era fissata al 1 agosto del 2013. "Se fosse stata mostrata tutta la copertina, come correttezza avrebbe imposto, i telespettatori avrebbero avuto modo di notare che nella parte alta della copertina era scritto a caratteri cubitali CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE e che, in altra parte della copertina, vi era l’annotazione proveniente dal magistrato dell’ufficio preliminare dei ricorsi della Terza Sezione Penale della Corte (quella di Amedeo Franco) del provvedimento: 'Alla sezione feriale considerato il termine di prescrizione” (provvedimento poi ribadito su apposito modulo dal magistrato della Terza sezione Luca Ramacci che, dopo aver ribadito 'urgentissimo', “dispone l’assegnazione del procedimento alla Sez. Feriale considerati i termini di prescrizione, 01.08.2013)".

"La visione completa della copertina - osserva l'avvocato Grieco - avrebbe fatto comprendere ai telespettatori che il processo venne innanzitutto assegnato, come di regola, alla competente sezione (la Terza, quella di Franco); e che fu tale sezione ad 'assegnare' il procedimento 'alla Sezione Feriale considerato il termine di prescrizione'. La visione di tale provvedimento contenuto sulla copertina della Corte Suprema di Cassazione avrebbe dimostrato, altresì, la falsità delle affermazioni rese dal Franco nell’inquietante colloquio del giudice (oramai defunto) con il condannato allorquando parla: “in effetti lì hanno fatto una porcheria perché che senso ha mandare il fascicolo alla Feriale”.

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