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Caso Raciti: la vedova, Speziale? Ho il diritto di chiamarlo assassino

10 maggio 2014 | 13.52
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"Ho chiesto giustizia e continuero' a chiedere giustizia per mio marito e ora anche per me". Cosi' all'Adnkronos Marisa Grasso, la vedova dell'ispettore di polizia Filippo Raciti, in merito alla querela presentata dal padre di Antonino Speziale, il giovane ultrà del Catania condannato a otto anni per l'omicidio preterintenzionale dell'ispettore.

"Ci sono tre sentenze di condanna - precisa Marisa Grasso - primo, secondo grado e in Cassazione e mentre era ancora in liberta' ha continuato a fare quello che ha sempre fatto, spacciare droga, tanto che ha ricevuto un'ulteriore condanna proprio per spaccio. Non mi si venga a parlare di persona santa: chiedero' giustizia. Come l'ho fatto per mio marito, ora lo faro' per me in un'aula di tribunale".

"Ho subito un calvario di sei anni - continua la vedova Raciti - sono andata in tribunale per le tre sentenze e per l'omicidio di mio marito ho tutto il diritto di chiamare quella persona per come deve essere chiamata".

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