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Cisal: Cavallaro, festeggiamo 60 anni di storia all'insegna del futuro

17 ottobre 2017 | 13.51
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Martedì 24 ottobre la Cisal celebra il suo sessantesimo anniversario e lo festeggerà riunendo a Rimini (da lunedì 23) il Consiglio nazionale. Lo fa da sindacato "in crescita, vivo e vegeto", come dice a Labitalia Francesco Cavallaro, segretario generale della Cisal. "Parleremo di strategie del futuro: non a caso -spiega il leader sindacale- nel festeggiare i nostri 60 anni e ricordare il passato, ci proiettiamo sempre più velocemente nel futuro. Parleremo della riforma Fornero -aggiunge Cavallaro- che sta creando squilibri di non poco conto, e, ancora, dei giovani il cui tasso di disoccupazione è altissimo, di una vera riforma del pubblico impiego, di una vera riforma del fisco perché, senza una vera riforma del fisco, tutte le altre riforme si concretizzano poco".

"La ragione che ha portato alla nascita della Cisal 60 anni fa, e che tuttora ne giustifica la presenza, è legata -aggiunge Cavallaro- all’esigenza di sostenere l’unità del mondo del lavoro a prescindere dalle scelte politiche del singolo lavoratore. Dopo gli anni cruciali del dopoguerra, infatti, il modello di sindacato rappresentato dalla Cgil era unitario. Ma nel 1948, per motivi politico-ideologici, ci fu la prima scissione che portò alla nascita della Cisl, di ispirazione cattolica vicina alla Dc, e successivamente della Uil come espressione dei partiti laici socialdemocratici e repubblicani".

"A quel punto -ricorda- si è chiesto ai lavoratori di scegliere i propri rappresentanti in ragione delle rispettive inclinazioni politiche. Ebbene, i lavoratori che ritennero corretto separare il proprio orientamento politico dall’ambito lavorativo diedero vita a libere associazioni che si sarebbero presto trasformate in sindacati autonomi, poi in federazioni secondo le categorie di appartenenza".

"Federazioni autonome che per esigenze organizzative si strutturarono nella prima confederazione autonoma, appunto la Cisal", ricorda Cavallaro. Sui temi della rappresentanza e della rappresentatività, la Cisal in questi anni ha compiuto un pezzo importante di strada. Tra i passi in avanti, Cavallaro ricorda "l'accordo siglato in Confindustria per regolamentare questi aspetti, anche se tanto rimane da fare perché il progetto è ancora in embrione".

"Ma proprio in virtù delle nostre rivendicazioni -aggiunge- la Cisal ha recentemente ottenuto un'importante conferma del suo impegno e della crescita, con l'inserimento nel novero delle confederazioni rappresentative presenti nel Cnel, organo di rilevanza costituzionale, di consulenza delle Camere e del governo e avente anche titolo ad iniziative legislative in materie economico-sociali". In questi 60 anni, anche qualche rammarico. "Si poteva applicare la Costituzione -spiega Cavallaro- agli articoli 39 e 46 rimasti ancora inapplicati. Nel momento in cui si desse seguito a questi contenuti, si avrebbe una clima totalmente diverso e più trasparenza".

E la discussione sulla legge sulla rappresentanza non appassione la Cisal. "Intanto, vale la pena di ricordare che nel pubblico impiego la legge c'è già: chi non supera il 5% in termini di voti e iscritti non accede al tavolo delle trattative". Per il settore privato, "la cosa è più complicata -osserva Cavallaro- ma non è con la legge che si risolve il problema. Bisogna che le organizzazioni sindacali si siedano insieme alle associazioni datoriali intorno a un tavolo e risolvano lì problema".

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