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Confindustria, Boccia lavora a squadra e cerca ancora accordo con Vacchi

22 aprile 2016 | 18.18
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Settimana cruciale per il presidente designato di Confindustria, Vincenzo Boccia, che il 28 aprile prossimo dovrà presentare al voto del Consiglio generale la squadra con cui affrontare il nuovo mandato che gli sarà conferito il 25 maggio dall'assemblea privata degli 'azionisti'. Sette giorni per chiudere un ragionamento su nomi e deleghe e portare al voto un ponte di comando di 9 vicepresidenti che rispondano ad una equilibrata rappresentanza territoriale. Compito non facile in una associazione spaccata a metà tra Boccia e Alberto Vacchi, il candidato battuto sul filo di lana, che sembra far fatica a ricompattarsi.

Sul tavolo un puzzle complicato da cui dovranno uscire 7 nuovi nomi da aggiungere ai 2 vicepresidenti di diritto , e dunque già 'incasellati', Marco Gay per i Giovani e Alberto Baban per la Piccola Industria. Ancora poche le certezze, al momento, fino a che non sarà chiaro e ufficiale il sì o il no di Vacchi all'offerta di Boccia per due vicepresidenze da 'pescare' in Emilia Romagna e in Lombardia. Uno dei due potrebbe andare ad occupare la vicepresidenza di quel Consiglio delle Regioni (ex Comitato mezzogiorno) che debutterà ufficialmente in questa presidenza.

Il confronto in corso rallenta la definizione della squadra di Boccia ma, dicono i suoi, "comunque vada la partita con Vacchi, ha i nomi già in tasca, sia per il piano A che per il piano B". E in caso di rifiuto sarà proprio in Emilia Romagna e in Lombardia che andrà a 'pescare'. Nel toto nomine, al momento, Licia Mattioli , che proseguirebbe così la sua attività in Confindustria dopo l'esperienza del Comitato tecnico per l'internazionalizzazione svolto nel corso della presidenza Squinzi, insieme a Giulio Pedrollo, numero uno di Confindustria Verona. Si ragiona ancora, invece, sui nomi di Antonella Mansi, attuale vicepresidente all'organizzazione, e di Maurizio Stirpe, presidente Unindustria. Potrebbero riemergere anche i nomi del presidente di Federmeccanica, Fabio Storchi, e dell'attuale vicepresidente per l'Europa, Lisa Ferrarini, nel caso l'accordo con Vacchi saltasse e con esso anche l'ipotesi, ancora in piedi, di un incarico a Sergio Dompè, rappresentante di Farmindustria al Consiglio generale e membro di Assolombarda.

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