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Corpo mutilato e bruciato, due fermi

01 aprile 2019 | 17.11
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Svolta nel caso del cadavere ritrovato in un gabbiotto dei rifiuti alla Bovisasca, Milano. Uno dei fermati è stato bloccato a Malpensa. Cruenta la dinamica dell'omicidio secondo il pm

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(Fotogramma)

In meno di 24 ore il caso della Bovisasca a Milano è risolto: due uomini di origine colombiana sono stati fermati per l'omicidio di un connazionale la cui identità non viene rivelata. Un delitto legato a "ruggini pregresse in Colombia" che, insieme a qualche birra di troppo, trasforma una festa tra amici in rissa "per futili motivi" e un appartamento in mattatoio. Alla vittima "è stata prima tagliata la gola, quindi è stata colpita alcune volte con un'arma da taglio, successivamente non sapendo cosa fare del corpo con un'accetta gli hanno tagliato la testa, le gambe e i piedi. Poi - spiega il pm Paolo Storari - è stata messa in un trolley, gettata in un cassonetto e bruciata con della benzina".
Dettagli ricostruiti attraverso alcune testimonianze che raccontano prima del litigio nell'appartamento di proprietà del 38enne accusato di omicidio aggravato dalla crudeltà, poi del corpo dato alle fiamme con l'aiuto del 21enne il quale deve rispondere di occultamento e vilipendio di cadavere. Contro i due fermati, nessuno risulta legato a delle bande, ci sono "prove più che significative sulla loro responsabilità", spiegano gli inquirenti, a partire dalle tracce di sangue nell'appartamento, all'accetta insanguinata e al carrellino con tracce ematiche usato per trasportare il trolley con il corpo fatto a pezzi.

Un delitto a cui hanno assistito alcuni partecipanti alla festa - le indagini sono ancora in corso per capire se ci sono altre persone coinvolte - e su cui potrebbero essere gli stessi fermati, "non ancora interrogati" dagli investigatori, a fornire ulteriori dettagli e un movente più preciso. Il 38enne con precedenti per furto è stato bloccato in giro per Milano, il 21enne invece, da circa un mese in Italia, è stato fermato ieri pomeriggio a Malpensa: "dopo pochi minuti il suo volo per Madrid, con un biglietto acquistato lo stesso giorno, sarebbe decollato", spiega il capo della squadra Mobile Lorenzo Bucossi. Resta da capire se i fermati abbiano agito sotto l'effetto di sostanze stupefacenti. Evidente, durante la conferenza stampa convocata in procura, la soddisfazione degli inquirenti per aver risolto velocemente il caso.

"La squadra Mobile si è distinta per la capacità di intervento, c'è un controllo del territorio e una capacità di intervento notevole" l'elogio del procuratore capo Francesco Greco. Un ringraziamento che il pm Storari estende anche agli uomini "della polizia scientifica, del commissariato della Comasina e dei vigili del fuoco; nelle indagini la sinergia paga e paga molto".

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