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Covid, Ceo Bormioli Pharma: "pronti a supportare produzione italiana vaccini"

02 marzo 2021 | 11.54
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Il gruppo guidato da Andrea Lodetti in questi mesi ha adeguato la sua produzione di fiale in vetro per rispondere alla crescente domanda di soluzioni di confezionamento per i vaccini anti covid-19

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(Fotogramma)

"Bormioli Pharma, si presenta oggi a livello internazionale come uno dei principali fornitori di contenitori per il confezionamento di prodotti farmaceutici ed è pronta a supportare con forniture di prossimità l’eventuale attivazione di impianti produttivi dedicati alla realizzazione e confezionamento di vaccini anti Covid-19 anche in Italia". Ad affermarlo in un’intervista all’Adnkronos è il Ceo di Bormioli Pharma, Andrea Lodetti.

Grazie all’acquisizione di Gcl Pharma e agli ingenti investimenti degli ultimi due anni, sottolinea Lodetti, “Bormioli Pharma può oggi offrire una amplissima gamma di chiusure realizzate con diversi materiali e tecnologie e certificate per soddisfare i requisiti di stabilità, protezione e accuratezza nel dosaggio delle principali applicazioni farmaceutiche esistenti sul mercato”.

Per quanto riguarda la produzione di chiusure specifiche per contenitori di farmaci infusionali ed iniettabili, aggiunge il Ceo di Bormioli Pharma, “la capacità massima attuale ammonta a circa 100 milioni all’anno ma potrà presto raggiungere i 150 milioni grazie agli investimenti in fase di implementazione nei prossimi mesi ed è ulteriormente scalabile fino ad oltre 200 milioni nel giro di pochi mesi”.

Bormioli Pharma in questi mesi ha adeguato la sua produzione di fiale in vetro per rispondere alla crescente domanda di soluzioni di confezionamento per i vaccini anti covid-19 e per i vari trattamenti curativi. Ad affermarlo in un’intervista all’Adnkronos è Andrea Lodetti, il Ceo di Bormioli Pharma. "Stiamo lavorando in questo senso ormai da diversi mesi e abbiamo già realizzato significativi investimenti per ampliare ed efficientare la nostra struttura industriale", spiega Lodetti.

"La nostra capacità produttiva attuale – rileva - è quindi oggi più che adeguata a sostenere la crescente domanda di soluzioni di confezionamento sia per i vaccini che più in generale per i vari trattamenti curativi utilizzati per i pazienti che incorrono nelle conseguenze dell’infezione da Covid-19". Negli ultimi mesi, sottolinea il Ceo di Bormioli Pharma, "abbiamo anche perfezionato due importanti acquisizioni di aziende specializzate in produzione di flaconi in vetro tubolare, ghiere in alluminio e chiusure in gomma rafforzando ulteriormente la nostra capacità di risposta alla domanda di contenitori per vaccini".

A dicembre 2020, il gruppo, infatti, ha acquistato Iso Arzneiverpackungen, azienda tedesca specializzata nella produzione di packaging ad uso farmaceutico, e in particolare di flaconi in vetro tubolare destinati al mercato dei farmaci iniettabili, dei vaccini e della cromatografia. Un’acquisizione, questa, che segue quelle già perfezionate nei confronti dell’azienda tedesca Remy & Geiser Gmbh a fine 2019 e dell’italiana di Gcl Pharma, con sede e stabilimento a Vasto (Chieti) nell’aprile 2020.

Attualmente la produzione di Bormioli Pharma ammonta a oltre 3,5 miliardi di contenitori primari per applicazioni farmaceutiche di vario tipo. "Considerando sia vetro che plastica – spiega l’amministratore delegato - la nostra produzione annuale ammonta a oltre 3,5 miliardi di contenitori primari per applicazioni farmaceutiche di vario tipo. Nell’ambito dei contenitori in vetro (circa 2 miliardi per anno) oltre 150 milioni sono pienamente compatibili con i requisiti di stabilità associati alle varie tipologie di vaccino ed in particolare quelli contro il Virus Covid-19".

Questo volume, spiega Lodetti, "include sia flaconi in vetro borosilicato tubolare, che in parte già forniamo per il confezionamento del vaccino Pfizer-BioNTech, sia flaconi in vetro borosilicato da stampo, tipologia di prodotto tradizionalmente utilizzato per altre categorie di farmaci iniettabili ed infusionali ma che potrebbe integrare i volumi esistenti di fiale in vetro tubolare, offrendo prestazioni di resistenza meccanica e stabilità anche migliorative nel lungo periodo".

In particolare, rileva l’ad di Bormioli Pharma, "i flaconi in vetro da stampo grazie ad una maggiore versatilità e ad una tecnologia produttiva che consente significative economie di scala, si presterebbero meglio di altri a contenere dosi multiple di vaccino, accelerandone la distribuzione e diffusione anche in geografie meno sviluppate industrialmente e con infrastrutture di trasporto più deboli".

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