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Coronavirus in Italia

Italia zona rossa, Draghi: "Scuola riaprirà per prima"

24 marzo 2021 | 09.36
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Il premier in Senato: "Obiettivo mezzo milione di vaccini al giorno, Regioni si attengano a priorità ministero"

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Per scongiurare la diffusione del covid in Italia, l'obiettivo è quello di arrivare a "mezzo milione di vaccinazioni al giorno" mentre "se la situazione lo permetterà, penseremo alle riaperture subito dopo Pasqua. Scuola in primis". Così il premier Mario Draghi, oggi in Senato per le sue comunicazioni in vista del Consiglio europeo di domani e dopodomani. Il Senato ha poi votato a favore della risoluzione di maggioranza, dopo le comunicazioni del presidente del Consiglio. I senatori favorevoli sono stati 231, contrari 25, 11 astenuti.

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Vaccini chiave per superare la crisi

"Vaccinare quante più persone nel più breve tempo possibile", l'imperativo del governo, che ha visto nelle "prime settimane di marzo somministrazioni più che raddoppiate". Per Draghi è "importante procedere spediti", ma è "cruciale vaccinare fragili e anziani" con i "4 vaccini sicuri ed efficaci" approvati, che sono la "chiave per superare la crisi".

Dei quattro vaccini, spiega il premier, "tre sono già in somministrazione, il quarto - quello di J&J - sarà disponibile in aprile. Il nostro obiettivo è vaccinare più persone possibile nel periodo più breve possibile. Vorrei che il messaggio di oggi fosse di fiducia. L’accelerazione della campagna vaccinale è già visibile nei dati: nelle prime 3 settimane di marzo, la media giornaliera è stata quasi di 170mila dosi quotidiane, più del doppio rispetto ai due mesi precedenti. Questo è avvenuto nonostante lo stop temporaneo ad AstraZeneca, compensato dall’aumento delle vaccinazioni con Pfizer. Il nostro obiettivo è portare presto le somministrazioni a 500mila dosi al giorno. Se paragonate al resto d’Europa, le cose qui vanno già abbastanza bene. L’Unione Europea però si colloca dietro molti altri paesi per i noti motivi".

Scuola e riaperture dopo Pasqua

"E’ bene cominciare a pianificare le riaperture. Ieri c’è stata una riunione della cabina di regia, stiamo guardando i dati dei contagi. Se la situazione epidemiologica lo permette - continua Draghi -, cominceremo a pensare anche alle riaperture: riaprire la scuola in primis. Le primarie e quelle dell'infanzia anche nelle zone rosse allo scadere delle attuali restrizioni. E quindi speriamo - speriamo - subito dopo Pasqua".

Il monito alle regioni

Continua Draghi: "Persistono purtroppo differenze regionali, molto difficili da accettare, sulla copertura vaccinale di coloro che hanno più di 80 anni. Mentre alcune regioni seguono le disposizioni del ministro della Salute, altre trascurano i loro anziani in favore di gruppi che vantano priorità probabilmente in base alla loro forza contrattuale. Dobbiamo essere uniti nell’uscita dalla pandemia, come siamo stati uniti soffrendo nei mesi precedenti. Tutte le regioni - ribadisce - devono attenersi alle priorità indicate dal ministero della Salute".

"Dobbiamo essere uniti nell’uscita dalla pandemia come lo siamo stati soffrendo, insieme, nei mesi precedenti. Tutte le regioni devono attenersi alle priorità indicate dal Ministero della Salute", ribadisce il premier, che continua: "In tempo di pandemia, anche se le decisioni finali spettano al governo, come ha ricordato anche una recente sentenza della Corte Costituzionale, sono pienamente consapevole che solo con una sincera collaborazione tra Stato e Regioni, in nome dell’Unità d’Italia, il successo sarà pieno".

Vaccini e over 80

"Una volta che abbiamo una logistica efficiente, e l'abbiamo, con maggiore pragmatismo si arriva a una maggiore velocità. Procedere spediti con la somministrazione è importante ma è cruciale vaccinare prima gli anziani e i fragili che più hanno da temere dal virus. L'86% degli ospiti delle Rsa ha ricevuto una dose", spiega Draghi.

"Abbiamo già ottenuto degli importanti risultati: l’86% degli ospiti nelle residenze sanitarie assistenziali ha già ricevuto una dose di vaccino e oltre due terzi ha completato il ciclo vaccinale. Un recente studio dell’Istituto Superiore di Sanità - ha citato il presidente del Consiglio - ha stimato che il numero di nuovi casi di Covid-19 diagnosticati nelle RSA tra fine febbraio e inizio marzo è rimasto sostanzialmente stabile, a fronte di un chiaro aumento dell’incidenza nella popolazione generale".

"Per quanto riguarda la copertura vaccinale di coloro che hanno più di 80 anni, persistono purtroppo importanti differenze regionali, che sono molto difficili da accettare. Mentre alcune Regioni seguono le disposizioni del Ministero della Salute, altre trascurano i loro anziani in favore di gruppi che vantano priorità probabilmente in base a qualche loro forza contrattuale".

"Necessario rafforzare credibilità Ue su vaccini"

"Si parla spesso di autonomia strategica. Spesso se ne parla in riferimento alla difesa e alla sicurezza, al mercato unico. Ma io credo che la prima autonomia strategica sia in fatto di vaccini oggi", continua il premier in Aula.

"La sicurezza riguarda anche le materie prime e le catene del valore della transizione ecologica. La salute pubblica globale richiede un impegno comune da parte di tutti i principali attori internazionali, nei confronti dei Paesi più vulnerabili. D’altronde, con un virus così insidioso - ha rimarcato il premier -, nessuno sarà davvero al sicuro finché non lo saremo tutti. L’Italia ne è pienamente consapevole, come è anche consapevole che sia necessaria una rafforzata credibilità europea sui vaccini perché si abbia un’autentica solidarietà internazionale in questo campo. Il Dispositivo Covax è lo strumento migliore per raggiungere questo obiettivo".

"Difendere unicità mercato per difendere aziende italiane"

"Al Consiglio Europeo verranno trattati anche temi relativi al mercato unico, alla politica industriale e alla digitalizzazione. Non c’è per me veramente bisogno di ribadire l’importanza del mercato unico per il nostro sviluppo e per il processo di integrazione europea. Dal 1992 al 2018, le esportazioni tra Paesi europei sono cresciute fino a raggiungere il 20% del prodotto interno lordo dell’Unione. Dimostrando quindi che un mercato europeo unico, coeso, con stessi standard, permette anche uno sviluppo delle esportazioni intraeuropee, quindi dovremo gradualmente dipendere sempre meno dal resto del mondo per le nostre esportazioni, come avviene a tuti i grandi mercati, tutti i grandi Paesi. E poi sono cresciute moltissimo le catene del valore, attraverso i vari Paesi europei. Anche gli investimenti diretti esteri dal resto dell’UE verso l’Italia, con il rafforzarsi del mercato unico, sono aumentati. In sostanza, difendere l’unicità del mercato significa difendere le aziende italiane, che ne beneficiano in grande misura", ha poi detto il premier.

"Difesa diritti donne valore identitario Ue"

"Ho esaminato ieri con il Presidente Erdogan l’importanza di evitare iniziative divisive e l’esigenza di rispettare i diritti umani. L’abbandono turco della Convenzione di Istanbul rappresenta un grave passo indietro. La protezione delle donne dalla violenza, ma in generale la difesa dei diritti umani in tutti i Paesi, sono un valore europeo fondamentale. Direi anche di più, sono un valore identitario per l’Unione europea", ha quindi spiegato Draghi in un passaggio dedicato ai rapporti con la Turchia.

"Dibatteremo - ha ricordato - dello stato del Mediterraneo orientale, un’opportunità per fare il punto sulle relazioni tra l’Unione Europea e la Turchia. Il Consiglio Europeo si baserà sul rapporto sulle relazioni Ue-Turchia presentato dall’Alto rappresentante Josep Borrell, a seguito delle conclusioni del Consiglio Europeo di dicembre 2020. Occorre che l’Unione Europea lavori a proposte concrete per una 'agenda positiva' che favorisca una dinamica costruttiva, anche in chiave di stabilità regionale. In altre parole è facile coltivare le contrapposizioni in questi campi, è molto meglio cercare di costruire i rapporti futuri. Ci sono molti i temi su cui questo atteggiamento positivo è importante. Il primo è lo spazio di collaborazione sulle migrazioni, sulla lotta al terrorismo, sull’unione doganale".

"Bussola Digitale richiederà nuova formazione"

"Alcune iniziative di politica industriale comune possono - ha aggiunto- contribuire a rafforzare la capacità d’innovazione in Europa, soprattutto in quei settori in cui l’Ue è rimasta indietro. Penso alla crescita di nuove grandi imprese che operino nel settore delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT). La cosiddetta “Bussola Digitale”, proposta dalla Commissione Europea il 9 marzo, elenca gli obbiettivi per rafforzare il ruolo dell’Europa nell’economia digitale, in termini di competenze e infrastrutture. Non sarà facile, visto il divario accumulato con gli Stati Uniti e la Cina. Questo processo richiederà profondi cambiamenti nella formazione dei lavoratori, nella cultura degli imprenditori e nei processi della pubblica amministrazione".

"In Italia -ha sottolineato- il programma Next Generation EU offre un’enorme opportunità: come ricordato dal ministro Colao nella sua audizione parlamentare, il 20% dei fondi destinati a finanziare i piani europei di ripresa e resilienza riguarda proprio la trasformazione digitale. Ma lo sviluppo di questi nuovi settori non può prescindere da un’equa distribuzione dei loro proventi. Riteniamo che il Consiglio Europeo debba procedere verso una soluzione globale e consensuale sulla tassazione digitale internazionale, entro metà 2021, nell’ambito dell’OCSE. Credo sia un approdo possibile, grazie proprio alla collaborazione con la nuova amministrazione degli Stati Uniti, e quindi su questo fronte noi intendiamo impegnarci. In altre parole, si vede una certa quale apertura, una certa quale disponibilità dall’amministrazione di un Paese che in passato invece aveva dimostrato completa chiusura sulla possibilità di avere una tassa digitale. La presidenza italiana del G20 è un’occasione particolarmente adatta per farlo".

"Ue accolga giovani, non siano riserva di lavoro sottopagata"

"Dobbiamo ribadire l’impegno, come governi e parlamenti nazionali, a costruire un’Europa che accolga i giovani e li formi come figli, non - spiega ancora il premier - come riserva di lavoro spesso sottopagata. Un futuro migliore per l’Europa unita passa attraverso un’azione concreta sull’occupazione, soprattutto giovanile, sulle pari opportunità, sui diritti sociali. Vogliamo organizzare e occuparci di questi temi in un “Vertice Sociale” che sarà organizzato il 7-8 maggio dalla Presidenza di turno portoghese del Consiglio dell’Unione europea. Ed è il tema che dobbiamo mettere al centro della Conferenza sul Futuro dell’Europa che prenderà il via il 9 maggio".

"I giovani e l’occupazione giovanile: questo è al centro del futuro dell’Europa. Per questo appuntamento -ha affermato- sollecitiamo la partecipazione attiva di tutti i cittadini europei e dei parlamenti nazionali. L’uscita dalla pandemia rappresenta la principale sfida di tutti i governi europei, ma non è l’unica. E noi abbiamo ora un atteggiamento di coloro che spronano gli altri partner e sono essi stessi consapevoli della necessità di agire urgentemente, con efficacia, senza perdere un attimo".

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