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Covid Lazio, D'Amato: "Zona gialla va difesa, indicatori puntano in alto"

11 gennaio 2021 | 13.52
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L'assessore all'Adnkronos Salute: "Molto dipende dal rigore nei comportamenti e nel rispetto delle regole. Il virus soprattutto in questa seconda fase si è diffuso in maniera omogenea. Ma Roma e il Lazio hanno reagito bene: i cittadini hanno mostrato grande senso di responsabilità"

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(Fotogramma) - (Fotogramma)

Si apre una settimana decisiva per le Regioni appese al filo per la crescita dei contagi che potrebbero far cambiare ‘colore’. Nel Lazio “c’è sempre una certezza: l’impegno massimo del sistema contro l’epidemia. Lo facciamo ora con la vaccinazione e l’abbiamo fatto prima e ancora di più oggi con l’attività di testing e screening. Ma come sempre molto dipende dal rigore nei comportamenti e nel rispetto delle regole. La zona gialla non deve essere ‘un tana libera tutti’, perché gli indicatori guardano in alto". Lo afferma all’Adnkronos Salute l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato, analizzando la situazione epidemiologica della Regione. "Se il Lazio è in zona gialla - avverte - è perché rispetta i parametri elaborati dal ministero della Salute e dagli esperti, non è certo uno scontro tra buoni e cattivi. Il meccanismo delle fasce e dei colori è legato ai comportamenti dei singoli".

"Il Lazio e Roma sono stati i primi a essere coinvolti dall’epidemia e se un anno fa non fossero scattate immediatamente le misure di controllo e di prevenzione il contesto del nostro territorio sarebbe stato diverso – ricorda D’Amato - Quindi respingo al mittente la questione che ci sono zone del Paese dove il virus ha colpito di più e altre dove ha colpito di meno. Il virus soprattutto in questa seconda fase si è diffuso in maniera omogenea. Ma Roma e il Lazio hanno reagito bene: i cittadini hanno mostrato grande senso di responsabilità".

“Noi, prima di altri, abbiamo puntato sui tamponi rapidi per lo screening e sabato il ministero della Salute, con una circolare, ha riconosciuto che quella strada era giusta. Siamo la prima Regione per test in rapporto agli abitanti: abbiamo testato 2,1 mln di persone. La Lombardia, ad esempio, ha fatto 2,6 mln di test ma con il doppio di abitanti, in percentuale abbiamo fatto più test", dice l’assessore.

Il 29 gennaio sarà passato un anno dal primo caso Covid-19 in Italia, la coppia cinese ricoverata all’Inmi Spallanzani di Roma. "Un anno di grande fatica e di sforzi enormi, ma quando alle 18.15 arrivò l’ambulanza all’hotel in via Cavour dove alloggiava la coppia cinese quel mezzo era predisposto per il biocontenimento. Eravamo pronti" afferma D’Amato, ricordando i giorni dell’inizio dell’epidemia che a fine gennaio farà il giro di boa dell’anno.

"Il sistema sanitario a fine gennaio 2020 era già in allerta - ricorda - e ha risposto immediatamente e in maniera adeguata. L’anno appena trascorso ha cambiato tutto nelle nostre vite e, voglio ricordarli, abbiamo perso sul campo anche diversi professionisti. Questo da un lato ci amareggia, ma dall’altro ci spinge a fare di più oggi che abbiamo un’arma in più: i vaccini".

D’Amato lancia poi un appello alla vigilia dei saldi: “Il messaggio è di essere prudenti e cauti, evitare gli assembramenti che ci sono stati durante il periodo delle compere per Natale e di cui oggi paghiamo le conseguenze con tanti casi legati a quegli errori. Le resse nei centri commerciali non vanno fatte perché sono un grande favore che facciamo al virus, meglio lo shopping sotto casa".

"La situazione per il piccolo commercio e per gli artigiani non è facile - afferma l’assessore - ma in questo momento è necessario rispettare le regole. E’ davvero inutile e dannoso accalcarsi in luoghi chiusi per fare acquisti. Dopo un anno questo tipo di considerazione dovrebbe essere quasi inutile ricordarla".

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