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Covid Lombardia, Catena (Sacco): "In terapie intensive 150 nuovi ricoveri in settimana"

24 febbraio 2021 | 10.10
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"Sicuramente un dato piuttosto preoccupante. Seconda ondata mai conclusa"

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(Foto Fotogramma)

"Nelle terapie intensive lombarde oggi abbiamo più di 400 ricoverati e 150 sono stati i nuovi ricoveri nell’ultima settimana. Sicuramente un dato piuttosto preoccupante”. Lo ha detto a Buongiorno, su Sky Tg24, Emanuele Catena, primario del reparto di terapia intensiva dell’ospedale Sacco di Milano. “All’ospedale Sacco - ha spiegato - abbiamo osservato un aumento del flusso dei pazienti in pronto soccorso, un aumento dei ricoveri e un’iniziale pressione sulla terapia intensiva. Sicuramente la situazione si caratterizza per una disomogeneità delle aree, nelle province di Brescia e Bergamo abbiamo una forte pressione, una crescita esponenziale dei ricoveri, anche in terapia intensiva, mentre in altre zone la progressione sembra andare più lentamente”.

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“Come coordinamento delle terapie intensive, la Regione Lombardia si è mossa molto precocemente e rapidamente: in queste ore stiamo aumentando i posti letto di tutti gli ospedali, di Milano e lombardi, per arrivare almeno a circa 700 letti disponibili. Siamo pronti per affrontare un’eventuale emergenza”, ha affermato ancora Catena. "La distribuzione a zone rende difficile fare previsioni certe - ha aggiunto -, sicuramente siamo in uno stato di massima allerta”.

“Più che di terza ondata parlerei di un ulteriore picco di una seconda ondata mai conclusa, perché le terapie intensive in questi mesi non si sono mai del tutto svuotate”, ha poi sottolineato Catena aggiungendo: “Non abbiamo ancora dati certi e non possiamo ancora affermare che in questa ondata ci sia un coinvolgimento di una fascia più bassa dell’età. Sicuramente stiamo osservando una manifestazione di malattia in giovani adulti, nella fascia 40-50 anni, una manifestazione severa della malattia in soggetti senza patologie preesistenti. Questo fenomeno si è manifestato anche nella prima ondata e si sta ripetendo in questi giorni". Quindi ha detto: "È presto per fare osservazioni in questo senso, però occorre porre molta attenzione perché la variante inglese ha una tendenza a diffondersi molto importante e il coinvolgimento di fasce di età più bassa nelle prossime settimane potrebbe diventare una realtà”.

Quanto alle mascherine, “innanzitutto bisogna fare un appello all’uso - ha rimarcato Catena - poi del modello possiamo discutere. L’uso corretto della mascherina in questa fase delicata deve essere la priorità, anche nelle fasce giovani. La mascherina chirurgica protegge gli altri, ma ha uno scarso livello di protezione per chi la indossa. Le mascherine Kn95 o Ffp2 garantiscono un livello di protezione maggiore sia per chi le indossa che per chi gli sta attorno. Sicuramente, se c’è la possibilità a disponibilità di averla, in questa fase usare una mascherina Ffp2 è più sicuro, rispetto alla comune chirurgica”.

I suoi figli quali indossano a scuola? “I miei figli indossano una Ffp2, una Kn95 - ha poi aggiunto -. Se devo dare un consiglio di buonsenso, indossare una Ffp2 potrebbe essere una misura molto importante. È evidente che queste mascherine hanno un costo. Per una famiglia con quattro figli acquistare le Ffp2 ha un suo impatto sul bilancio familiare”. Per il primario andrebbero messe a disposizione nelle scuole. "Dove la diffusibilità è elevata - ha concluso - utilizzare una mascherina di questo genere può essere molto sensato”.

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