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Crisi: sindacati, Agrati propone un anno di cig e una quarantina di ricollocazioni

24 marzo 2014 | 20.30
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E' stato aggiornato a mercoledi' l'incontro tra Regione Piemonte, azienda e sindacati per discutere del futuro degli 82 lavoratori della Agrati, azienda di Collegno che nelle scorse settimane aveva annunciato la decisione di chiudere l'impianto con la conseguente messa in cassa integrazione per cessata attivita' di tutti gli addetti.

Nell'incontro di oggi, a quando si e' appreso da fonti sindacali, l'azienda avrebbe presentato un nuovo piano che prevederebbe la ricollocazione di 30 lavoratori tra gli impianti di Vercelli, Chambery, Veduggio e Dolzago (in provincia di Monza), di altri 4 lavoratori in aziende non Agrati nella provincia di Torino e di altri 7-8 addetti in aziende non Agrati della logistica a Trezzo D'Adda. Inoltre, sarebbe prevista la mobilità incentivata per chi può raggiungere la pensione e un incentivo per quanti decidessero di uscire. Infine, la proposta dell'azienda prevederebbe un piano di riqualificazione, della durata di circa un anno, al termine del quale dovrebbe essere ricollocata una parte di lavoratori: nel frattempo, verrebbe richiesta la cassa integrazione per cessata attività.

Alle proposte aziendali la Fiom ha risposto che le ipotesi di ricollocazione in siti così lontani sono di fatto poco praticabili, mentre sul resto del piano si può discutere a partire però dal fatto che venga sostituita la richiesta di cassa integrazione per cessata attività con i contratti di solidarietà.

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